Page 279 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e For.ze Armate


                  nostro  Paese  nel campo  della  messa  in  ifficienza  dei mezzi dedicati  a
                 garantire  quanto  è stabilito  dall'art.  52 della  Costituzione:  la  difesa
                  della Patria ... L'Esercito italiano e così può dirsi anche della Matina
                  e dell'Aeronautica è risorto per esclusiva volontà del popolo italiano ...
                  Giusto è quindi che il popolo possa salutare ed applaudire i suoi solda-
                  ti,  le bandiere dei reggimenti,  e che ai soldati sia concessa la soddiifazio-
                  ne di constatare che il popolo è con loro e che li onora nelle loro partico-
                  lari  e superiori funzioni  di  tutori  della  libertà  e della  dignità  della
                  Patria.6s
            Traspariva, soprattutto nelle  parallele manifestazioni in alcune città del sud,
         un  entusiasmo  più  verso  le  Forze  Armate  che  verso  le  celebrate  istituzioni
         repubblicane:  era un retaggio  della  recente spaccatura referendaria, che veniva
         attentamente monitorato dalle  autorità di Polizia.66 Ma nel complesso, i festeg-
         giamenti del 2 giugno 1949 si svolsero con grande e sentita partecipazione verso
         entrambe le istituzioni, politiche e militari.
            Quindi,  nell'anno  della  definizione  della  collocazione  internazionale  del
         Paese si  ebbe anche la  definizione del ruolo delle Forze Armate repubblicane:
         immagine  di  una  ritrovata  potenza  (politica  ed  economica  prima  ancora  che
         militare),  difesa della Patria secondo i dettami costituzionali e, infine, «baluardo
         contro  qualsiasi  tentativo  di  disordine  e di  sowertùnento  delle  istituzioni  repubblicane».67
         Non fu  di nuovo un caso se, come già accaduto l'anno precedente, un ruolo di
         primaria importanza nel corso della  parata lo  ebbero le  unità dei Carabinieri e
         della Polizia, ovvero le Forze di sicurezza interne della nazione.
            Ormai le Forze Armate avevano concluso il loro processo d'integrazione, ed
         era giunto il momento di sancire l'avvenimento riconoscendo alle tre Armi una
         giornata ad hoc che le  separasse da  qualsiasi dialettica politica contingente e ne
         riconoscesse il ruolo quale istituzione pienamente inserita nella storia del Paese.
         L'elemento più significativo dell'anno  fu  quindi la  trasformazione con decreto
         governativo  del  28  settembre  della  celebrazione  del  4  novembre  da
         ''Anniversario della Vittoria" a "Festa dell'Unità nazionale e giornata delle Forze
         Armate". Da un lato, per evitare gli accesi dibattiti tra anticlericali e fùovaticani
         (che  tradizionalmente  permeavano  la  celebrazione  del  20  settembre  1870),  si
         volle togliere all'anniversario di Porta Pia il  significato di celebrazione dell'unità
         territoriale della nazione italiana. Inoltre, anche per questioni di politica interna-
         zionale si preferì interpretare l'anniversario della Vittoria (e quindi della conqui-
         sta di Trieste) quale compimento del processo risorgimentale. D'altro canto, fu
         deciso  di  reintrodurre  la  fascista  "festa  dell'Esercito"  (celebrata  durante  il
         Ventennio il 9 maggio, anniversario della proclamazione dell'Impero d'Etiopia)
         aggiungendo le altre due Armi. Infine, come dichiarò Pacciardi nel suo messag-




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