Page 274 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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11/larco Cuzzi


           l'opposizione  al  governo  scaturito  dalle  recenti  elezioni  del  18  aprile  ma con
           sostanziale, anche se differentemente motivata, simpatia verso i militati.
              La  stampa riportò la  cronaca di  tutte le  principali  manifestazioni  svoltesi  nel
           resto  del  Paese.  La  ricostruzione  compiuta  dal  Popolo  della  parata  militare  di
           l'villano,  al cospetto del generale Utili  (che il Corriere ricordava come comandante
           della guerra di Liberazione),45 raggiunse un entusiasmo inet,>Llagliato.  Alcuni passi
           devono essere riportati, per descrivere il  ruolo che l'opinione pubblica governati-
           va voleva attribuire alle  rinnovate Forze Armate:

                      Le  Forze  del  nuovo  Fisercito  hanno  dimostrato  con  una  superba
                   pamta la petjetta organizzazione raggiunta in poco più di due anni.  Per
                   t11tta la durata della cerimonia il pubblico ha inscenato una commotJen-
                   te dimo.rtrazione di simpatia per le  Fotze Armate.
              L'articolo descriveva minuziosamente la composizione dei reggimenti, l'ec]ui-
           paggiamento in  dotazione, i pezzi d'artiglieria e i mezzi  blindati. Traspariva  la
           volontà di  dimostrare al  Paese  che, attraverso il governo moderato, la Nazione
           stava ricollocandosi tra le grandi potenze militari e politiche del continente. Ma
           non solo. Particolare attenzione veniva data ai numerosi reparti di Polizia che sfi-
           larono a chiusura della parata, e la stessa fotografia riportata sull'articolo mostra-
           va la sftlata delle formazioni dei Carabinieri (titolo della foto: "Sfilano le nuot;e jòr-
           mazioni repubblicane"):  il  tutto appariva come un monito verso eventuali progetti
           insurrezionalisti e "rivoluzionari". Infine, da notare che la cronaca del quotidia-
           no  democristiano  si  concludeva  ricordando  che,  poiché  il  2  giugno  ricorreva
           anche l'anniversario della morte di Garibaldi, un reparto di Fanteria aveva depo-
           sto una corona d'alloro ai piedi del monumento equestre di piazza Cairoli: l'eroe
           dei due  mondi non doveva più essere percepito quale emblema di  fazione,  ma
           simbolo della Nazione.
              E  l'Esercito con la sua presenza lo suggellava:' 6
              Alcuni giorni dopo Il i\1e.r.raggero riprendeva il tema dell'Esercito, in un fondo
           che pareva una sorta di  tavola programmatica e ideale:
                      Il popolo .ri è raccolto  attorno all'Esercito.  Po.r.rono  mtttare i regimi,
                   avvicendarsi  i governi  e gli  uomini,  ma  I'E.rercito  non  JtJUta,  perché
                   nell'Esercito  il popolo  continua  a  vedere  l'e.rpre.rsione  più  alta  della
                   Patria,  l'i.rtituzione che tramanda di generazione in generazione le glo-
                   tie,  le speranze,  le virtù della gente nostra,  l'incarnazione ste.r.ra dell'uni-
                   tà,  la  tJivente  te.rtimonianza  dei  sacrijùi che  essa  comportò,  il Presidio
                   degli ordinamenti civili,  l'ùwtrrogabile scudo della di.rciplina e del dove-
                   re.  Nato popolare,  sui mmpi di battaglia pel nostro  ti.rcatto,  l'Esercito
                   restercì  .rempre  al .rervi::ç_jo  della  ne~zione. Mortificato  ma  non  umiliato
                   dalle vicende di una guerra .rciagttrata,  esso  .w che la sua mù.rione non è




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