Page 269 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 269

Repubblica e Fmze Armate


         politica  fu  quale  interpretazione dare  a  tale  celebrazione e,  di conset,ruenza, se
         festeggiare le Forze Armate italiane tenendo conto delle recenti svolte politiche
         c  istituzionali,  oppure  considerarle  nella  loro  continuità  storica  con  l'epoca
         monarchica, decontestualizzandole e facendole raggiungere un livello metapoli-
         tico, del tutto estraneo al presente repubblicano e democratico.
            L'occasione si presentò come particolarmente appetibile per le forze di destra,
         tra  le  quali  sempre  maggior  clamore  proveniva  dalle  file  del  neocostituito
         I\tlovimento Sociale.23 Il governo dimostrò una certa incertezza nel confermare la
         solennità della data, nel timore che tale riconoscimento indebolisse la portata poli-
         tica della svolta del 2 giugno.
            Non a caso il  4  novembre dell'anno precedente era stato celebrato sottoto-
         no, non solo per una certa riottosità dei partiti di sinistra (che in alcune interpre-
         tazioni  leggevano  il  4  novembre  come  una  festa  monarchica  toutcourt)  ma
         anche  per  l'imbarazzante  situazione  di  dover  festeggiare  la  conquista  di  una
         Trieste la cui sovranità, in vista del Trattato di pace, era incerta.
            L'esplicita richiesta delle associazioni reducistc contribuì a  sciogliere la  que-
         stione, costringendo il governo a una repentina istituzione dcl4 novembre come
         festa  nazionale.24 La data venne celebrata con diverse manifestazioni popolari c
         di ricordo dci caduti, c con alcune esibizioni prcttamente militari. In tutte le città
         sedi del Presidio furono consegnati gli stendardi repubblicani ai reparti. La ceri-
         monia più importante  fu  quella  della  capitale, dove le  rappresentanze delle  tre
         Armi, della  Guardia di Finanza e della Polizia militarizzata ricevettero le  nuove
         bandiere nazionali.
            Dopo la benedizione dci cappellani, ogni bandiera fu appuntata con le decora-
         zioni conquistate dai reparti sui campi di battaglia delle guerre passate, senza alcun
         limite di natura politica o istituzionale. I reparti giurarono fedeltà ai nuovi vessilli
         e quindi sfilarono fino all'Altare della Patria, dove le nuove bandiere incontrarono
         quelle del Regno d'Italia, che venivano riposte nel Sacrario del Vittoriano. Lo Stato
         omaggiava le Forze Armate e queste omaggiavano la Repubblica.zs
            La compenetrazione tra la storia nazionale e quella militare veniva così san-
         cita, lasciando tuttavia insoluti i problemi legati a un passato, tanto da celebrare
         quanto da ridurre nella sua portata più strettamente politica.
            Non a caso il monarchico JV!attino d'Italia,  nel giorno della celebrazione, pose
         dei solidi paletti sull'interpretazione di tale ricorrenza:
                    C'è jJOsto per tutti nel4 novembre,  per tutte le  bandiere  che  hanno
                  rappresentato  l'unità e l'indtjJendenza  d'Italia.  Ma intendiamoci bene:
                  ... [è}  l'Italia simboleggiata dal t1icolore e da tmo stemma nel quale si
                  sono  trovati e riconosciuti italiani i  }dameli e i  Dandolo,  i Bixio  e i
                  Manara, gli Oberdan e i Sa11ro,  e gli ultimz~ i Curie~ i Sen;adei e i Di




                                                     269  ----
   264   265   266   267   268   269   270   271   272   273   274