Page 271 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Rept~bblica e Flilze Ar!IJate
Il Presidente consegnò quindi tre medaglie al Valor Militare per ogni Arma,
alla memoria di nove caduti della Seconda guerra mondiale, in rappresentanza di
tutti i morti dell'ultimo conflitto. L'AtJanti! si affrettò a chiarire che si trattava di
militari caduti nel corso della guerra di Liberazione:' 2 il tema della memoria della
fase 1940-43 era, agli occhi dei partiti del Fronte, ancora prematuro, se non sca-
broso. Conclusa la cerimonia, si tenne una rivista militare che, date le dimensio-
ni e le caratteristiche organizzative, fu di fatto la prima vera parata militare della
Repubblica.
Sfilarono nove reggimenti, i reparti motorizzati e quelli blindati. Ai fini di
scatenare l'entusiasmo della folla (definito "incontenibile" dall'inviato del
Corriere della Jera),33 da Milano fu fatto giungere un battaglione di Bersaglieri.
«Roma - scriveva il democristiano Popolo in una particolareggiata cronaca della
cerimonia e della parata militare - non vedeva i Bersaglieti da//'Armùtizirf».34
Dopo molto te!Jipa i romanipos.rono così salutare i tipici rappresen-
tanti dell'Esercito italiano che gli Ù?[attsti eventi di quegli 11ltimi anni
hanno messo tm po' in o111bra.>s
Interessante la ricostruzione fatta dalla Stampa sulla comparsa dei Bersaglieri
nelle vie della capitale: al suono dell'inno di Lamarmora, accorsero cittadini da
ogni dove, e Paolo Monelli, l'articolista, non dimenticò di ricordare che molti
curiosi sopraggiunsero da via delle Botteghe Oscure, sede del Pci, e altri, in
tonaca, dai palazzi vaticani: l'Italia tutta, sembrava voler ricordare il quotidiano
torinese, si stringeva attorno al Paese in uniforme.36
L'articolo del Nlessaggero si concentrava sul ruolo delle Forze Armate nel
nuovo contesto repubblicano. Oltre a "riabilitare" le tre Armi dopo la crisi d'im-
magine de11'8 settembre, concludendo l'operazione inaugurata di fatto con il
Primo Raggruppamento motorizzato cinque anni prima in piena guerra, la para-
ta avrebbe suscitato «il rispetto e l'amore per un'istituzione che riassume le virtù
per eccellenze civili: la fedeltà e l'onore». L'epoca dell'Esercito partigiano e di popo-
lo evocato il 25 aprile 1946 nei comizi delle autorità era conclusa.
E quindi:
Una democrazia che si JichittJIIa et/la laicità, 11011 può ignorare che le
virttÌ laiche per eccellenza sono q11elle militari e cbe la prima cifjèrmazio-
ne del!'atttotità dello Stato coincide sempre con la creazione
dell'Esercito. 37
Il riferimento alle "virtù laiche" lasciava trasparire il taglio che il nuovo mini-
stro della Difesa, il repubblicano Randolfo Pacciardi, colui che istituì ufficial-
mente la parata del2 giugno, voleva dare alle Forze Armate,38 L'istituzione mili-
tare doveva essere apolitica e al contempo prettamente inserita nello Stato, quale
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