Page 281 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e For:ce Armate
in rassegna i reggimenti in tutte le principali città sedi di Presidio e quindi, come
già detto, si ebbe la prevista apertura delle caserme alla popolazione: 'Popolo e sol-
dati uniti nel fulgido ricordo", recitava un titolo del Popolo, con un esplicito richiamo
all'annosa vicenda triestina: i due Paesi, compenetrati tra loro anche mediante le
visite agli acquartieramenti militari da parte dei civili, si dovevano porre come
un unico baluardo teso a ribadire l'italianità della città giuliana.75 Nel messaggio,
Einaudi avrebbe ribadito il concetto:
Sarà dato quest'anno, ad ogni cittadino, di partecipare intimamente
alla "Giornata delle Forze Armate'~ sicché militati e civili confonderan-
no, fianco a fianco ed in fraternità di spiriti, la comune sollecitudine per
la difesa del suolo patrio e delle riconquistate libertà democratiche. 76
Dal canto suo, il Pci disattese le più fosche previsioni insurrezionali e, se lo
scopo era quello di "bolscevizzare l'Esercito", questo fu perseguito con estrema
discrezione, camuffandolo dietro l'ennesimo segnale di amicizia verso i militari. La
Federazione giovanile comunista, dichiarò che la lotta che i giovani e le masse popolari
conducono per la pace è la lotta per l'avvenire anche dei figli del popolo che vestono l'uniforme. 77
L'Anpi, che con la Fgci era l'altra organizzazione collaterale preposta da
Botteghe Oscure ai rapporti con le Forze Armate, ribadiva in un vibrante mes-
saggio all'Esercito i valori comuni che univano militari e partigiani:
I partigiani d'Italia salutano nei soldati attualmente alle Armi
l'espressione del popolo italiano e dell'avvenire di pace e di progresso a
cui aspira; auspicano una sempre maggiore unione tra le Forze Armate
ed i pmtigiani, in modo da costituire contro ogni avventura di guerra ed
ogni minaccia all'indipendenza della Pattia ed alle sue libertà un unico
baluardo a difesa della Repubblica, della Costituzione e di tutti i va/o-
ti conquistati in comune nella recente gloriosa epopea deltiscatto nazio-
nale contro l'oppressione na:dfascista. 7 8
Ancora più concentrata sul tema della pace e del "rifiuto comune" della guer-
ra auspicabile tanto nell'animo dei militari che dei civili, fu la posizione dei socia-
listi, che comunque invitarono parimenti i loro militanti a fraternizzare con sol-
dati e reduci. 79 N egli anni successivi le parate del 2 giugno e del 4 novembre
avrebbero risentito sia del clima politico interno sia dei nuovi scenari internazio-
nali, dallo scontro sulla cosiddetta "legge truffa" alla guerra in Corea, dal clima
di distensione della metà degli anni Cinquanta alla crisi di Cuba e di Berlino. Al
contempo, il ruolo dei militari nella catena di solidarietà verso le popolazioni
colpite dalle catastrofi naturali o artificiali (dal Polesine al Vajont a Firenze) e i
primi tributi di sangue delle missioni internazionali (come a Kindu), furono cita-
ti e celebrati nel corso dei corrispondenti appuntamenti liturgici.
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