Page 299 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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per la produzione militare è, comunque, indicativa dei problemi sul tappeto.s
Per l'IRI, l'Ente statale che allora gestiva direttamente tutte le partecipazioni
pubbliche, uno dei suoi più profondi conoscitori, il prof. Saraceno, sosteneva che
«i danni causati dalla guerra ... sono stati eccezionalmente gravi ... percentualmcn-
te molto più gravi di quelli subiti da ogni altro gruppo o settore dell'economia
nazionale»f' Questo il quadro dci vari settori: «Nel campo delle costruzioni e delle
riparazioni navali le offese belliche ridussero la potenzialità dci cantieri del 60 1 /'fJ
circa; i danni più gravi furono subiti, nell'ordine, a Trieste, Livorno, La Spezia e
Napoli; minori quelli di Genova Sestri. Nella meccanica media e grossa i centri più
colpiti ... Napoli (INAM, Navalmeccanica e Fabbrica ìviacchinc), Trieste (CRDA)
e La Spezia (Oto-Mclara); la capacità produttiva complessiva discese del 60 1 Ycl
circa. Nella meccanica fine la capacità produttiva si poté valutare ridotta del 70%.
Il settore automotoristico ... subì una riduzione di capacità del 15% localizzata
soprattutto presso lo stabilimento motori Alfa Romco di Pomigliano. Il settore
aeronautico (Officina Aeronautica della Navalmeccanica a Napoli e CRDJ\ a
Monfalcone) ebbe la sua capacità praticamente distrutta».7
L'IRI rappresentava allora il più importante gruppo operante nel campo mili-
tare. Aveva costituito, nel 1948, la Finmeccanica che controllava: Aerfer,
Filotecnica Salmoiraghi, Alfa Romeo, Ansaldo coi cantieri navali del Muggiano
(La Spezia) e di Livorno, Cantieri Riuniti dell'Adriatico col cantiere di
Monfalcone, Metalmcccanica Meridionale (i cui stabilimenti di Pomigliano d'
Arco saranno assorbiti, l'anno seguente, dall'Alfa Romeo per la produzione di
motori aeronautici), Microlambda (da cui deriverà, nel 1960, la Selenia),
Navalmeccanica col cantiere di Castellammare (Napoli), San Giorgio, Società
Meccanica della Melara (dal 1953 Oto-Mclara).R Veniva poi trasferita alla
Finmeccanica anche la partecipazione di minoranza nella 1'viarconi l taliana che
manterrà per tutto il decennio 9 (mentre il controllo era della Marconi inglese).
La Piat «aveva subito danni per un valore pari a circa un terzo del capitale
fisso di tutto il suo complesso produttivo, come osserverà Valletta in una rela-
zione riservata del 1949 ... L' autarchia e la guerra avevano avuto anche un altro
effetto negativo sulla struttura produttiva della Fiat: l'avevano isolata dall'indu-
stria americana, interrompendo quel flusso eli risorse tecnologiche che costitui-
va, da decenni, uno dci suoi punti di forza».to Secondo il suo Consiglio di
Amministrazione i danni di b>clctTa «ammontano per il complesso Fiat a 12
miliardi eli lire in prezzi aggiornati 1946».tt
La Fiat svolgeva una propria attività diretta nel settore autoveicoli da traspor-
to ed aeronautico. Controllava, inoltre, la Fabbrica Italiana Magneti :Marclli
(50%), la G~vi 12 c la Whitehead Motofidcs, sorta nel 1945 dalla fusione delle due
omonime società c di cui la FIAT aveva acquisito in quell'anno la maggioranza.t3
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