Page 304 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Michele None.r
Gli anni delle licenze
I due settori in cui si erano accumulati i maggiori ritardi erano l'aeronautica
e l'elettronica (compresa la missilistica). La strada delle licenze di costruzione era
l'unica percorribile perché così «SÌ offriva ai tecnici una concreta conoscenza dei
progressi tecnologici e tecnici di paesi più sviluppati, si offriva una verifica con-
creta delle possibilità delle nostre risorse intellettuali c materiali, essi dimensio-
navano le ambizioni teoriche entro confini non velleitari» come ricorderà, molti
anni dopo, il direttore generale della Sistel, Lo Cascio.s2
La licenza poteva rappresentare un trampolino per lo sviluppo per quelle
imprese che avessero saputo sfruttarne le potenzialità, ma non tutte seppero
approfittarne. Parlando del settore elettronico, uno dei suoi massimi esponenti,
il prof. Calosi, sosteneva nel 1969: «Se la licenza è un ottimo mezzo per avviare
un'impresa elettronica, non è certamente sufficiente per mantenerla in vita ...
abbiamo visto sorgere in Italia e morire le imprese che hanno basato unicamen-
te la loro attività sulle llcenze. Sono stati pochi i casi nei quali alle licenze, che
sono state utili per l'avvio dell'industria, si è aggiunta anche un'iniziativa tenden-
te verso l'autonomia tecnica».s3
La prima licenza fu acquisita in campo aeronautico, nel 1949, e permise a Pia t
ed Aeronautica Macchi di costruire 150 caccia Vampire su licenza dell'inglese
De Havilland.s4 Le industrie italiane dovettero misurarsi, per la prima volta, con
le difficoltà produttive inerenti un velivolo metallico dotato di motore a reazio-
ne, il Goblin. A questo programma partecipò anche l'Alfa Romeo per la parte
motoristica.ss L'operazione fu particolannente complessa perché dovettero
essere superati molteplici vincoli giuridici e finanziari.sr. Inoltre, la gestione della
licenza fu mantenuta in prima persona dallo stesso ministero della Difesa, che
concesse in uso alle industrie interessate i macchinari per la produzione.
L'acquisizione diretta della licenza da parte dell'Aeronautica ha rappresentato una
soluzione originale e sarà mantenuta anche in altre occasioni fino ai giorni nostri.
Una seconda licenza fu acquisita, nel 1953, dalla Fiat per la costruzione del
caccia F-86K della North American Aviation (USA) e del relativo motore ]47
della Generai Electric (USA). Si trattava di uno dei più moderni velivoli "ogni
tempo" dell'epoca e ne saranno costruiti 221 esemplariY Il programma, oltre-
tutto, fu finanziato dal governo americano con cessioni dirette e con commesse
OSP.ss Questo accordo, come ricorderà poi l'ing. Gabrielli, uno dei padri dell'in-
dustria aeronautica italiana, <<mobilitò tutta l'industria aeronautica italiana sia nel
"
:j settore degli aeroplani e dci motori ... sia nel campo degli accessori e dei mate-
riali ... L'P-86K, nei suoi tre componenti (cellula, motopropulsore ed avionica)
8 rese necessario un aggiornamento di tutta l'industria del nostro paese, perché
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