Page 301 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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         concezioni  a  cui  l'industria  aeronautica  nazionale  era  rimasta  necessariamente
         ancorata».'!  In realtà il ritardo doveva essere fatto risalire già agli anni Trenta. 32
            Lo stesso ministro della Difesa Pacciardi sosteneva al Senato 1'8 ottobre 1948:
         «L'industria  aeronautica  si  trova  in  una  situazione  che  può  definirsi  tragica  ...
         Siamo indietro di  5 anni».'' Un anno dopo, parlando alla Camera dci Deputati il
         27 settembre 1949, constatava: «Nell'esposizione del passato bilancio ho dato un
         quadro  che  mi  pareva  pessimistico,  ma  che  era  forse  al  di  sotto  della  realtà  ...
         siamo indietro di  dieci anni e dobbiamo riguadagnare il tempo perduto».J4
            Nel  settore  del  munizionamento  il  c1uadro  delle  capacità  produttive,  dopo
         cinque anni di pace, era il  seguente: involucri per bombe d'aereo 1 O'Yr1,  corpi per
         granate dirompenti 40%, spolette a percussione 50%, cartucce antiaeree da 37 o
         da 40 mm.  1 o<Yo,  propellenti 1 0%.' 5
            Nel settore elettronico il vero problema fu l'enorme distacco venutosi a dctenni-
         nare nei confronti degli altri paesi. Basterà ricordare che i tecnici italiani videro solo
         alla fine della guerra i primi moderni radar che «ormai da alcuni anni erano prodot-
         ti industrialmente c regolarmente installati dagli alleati su navi, aerei c stazioni terre-
         sui Anche  se  qualcuno aveva intravisto  le  possibilità  operative di  questi  apparati,
         mancò l'appoggio militare c la capacità industriale di realizzarli in tempo».% Secondo
         l'Associazione delle industrie elettroniche «il nostro paese per oltre un decennio, per
         ragioni politiche  prima, per la  situazione  bellica  poi, era venuto a  trovarsi  pratica-
         mente escluso dall'eccezionale progresso verifica tosi altrove».>?
            Per  quanto  riguarda  le  conseguenze  sull'industria  militare  del  Trattato  di
         Pace, firmato il 1 O febbraio 1947, esse si  esercitarono in due direzioni: limitazio-
         ni  relative  alle  dimensioni e  agli  equipaggiamenti adottabili dalle  Forze Armate
         e vincoli  diretti  alla  produzione di  armi.  In pratica, sia  sul  lato della  potenziale
         domanda militare sia dell'offerta venivano poste rigide rcstrizioni.>H Il loro supe-
         ramento  avverrà  di  fatto  con  l'ingresso  dell'Italia  nell'Alleanza  Atlantica  nel
         1949,  ma  bisognerà  aspettare  il  settembre  1951  perché  Stati  Uniti,  Gran
         Bretagna  e  Francia  accettino  formalmente  eli  considerare  superate  le  clausole
         politiche e  militari  del Trattato  (in  campo navale era autorizzata dal Trattato la
         costruzione di unità leggere a partire dal 1 O gennaio 1950).
            La produzione militare italiana risultò quindi praticamente bloccata per quasi
         sei anni, dal 1943 al  1949.




         Il programma "OSP"

            A  ciò  si  aggiunse  nel  primo dopoguerra il  fenomeno  dci  sttrpii!J  americani.
         «Sul terreno degli  arrnamenti convenzionali si  verificò peraltro un avvenimento




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