Page 302 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
P. 302
i\1icbele None.r
raro nella storia ... ci trovammo saturati dai .rmpl11.r dello straripante materiale di
cui erano dotate le forze armate americane».39 Particolarmente colpito fu il set-
tore degli autoveicoli da trasporto e, in primo luogo, la Fiat. Di qui le proposte
del suo Presidente Valletta che, sentito nel corso dell'inchiesta del ìvfinistero per
la Costituente sull'economia italiana, il 6 aprile 1945 dichiarava: «Occorre sfrut-
tare razionalmente i .rmp/m che gli americani ci hanno lasciato sui fianchi, per-
ché quando t1ualcuno regala qualcosa ha una ragione ... (essi) si avviano verso
nuovi tipi, verso camion economici, a consumo basso ... noi mettiamo in circo-
lazione dei tipi che hanno un consumo triplo ... importiamo il carburante sem-
plicemente per usufruire di un ferrovecchio che ci hanno lasciato nei fianchi e
che è un'ira d'Iddio ... tjuesti .rmjJ!tt.r ... finora sono stati sfruttati in modo sem-
plicemente bestiale»:' 11
Ancora tre anni dopo il problema restava insoluto e la Fiat gli imputava una
contrazione della richiesta eli autocarri: «ha pure influito non poco il fenomeno
ARi\R ... Al 30 aprile del '47 essa aveva già venduto circa 60mila autoveicoli di
grande, media e piccola portata».'"
Il ricquipaggiamento delle Forze Armate italiane nel primo decennio avven-
ne in gran parte con materiale ceduto dagli Stati Uniti. Secondo fonti ufficiali
americane gli aiuti militari sarebbero ammontati a 846 milioni eli dollari per il
periodo 1949-1952 c a 1.431 nel periodo 1953-1961:'2 Limitatamente ai sci anni
intercorsi fra gli esercizi finanziari 1950/51 e 1955/56 gli aiuti sono stati stima-
ti in 868 miliardi di lirc.D
Questo flusso di equipaggiamenti contribuì inevitabilmente a mantenere
bassa la domanda militare interna. Ciò fu evidenziato nella Relazione della
Commissione Interministeriale per l'industria aeronautica del 1970: «gli Stati
Uniti, a seguito della costituzione della NATO, vararono un vasto programma
di aiuti militari gratuiti per i paesi europei che vi avevano aderito. Per quanto
riguarda la parte aeronautica, tali aiuti consistettero soprattutto in velivoli ed altri
materiali fìniti, in gran parte usati, cd il loro invio gratuito costituì per l'industria
aeronautica italiana un grave impedimento a proseguire gli sforzi per l'aggiorna-
mento tecnico».44
l ~
l"'
:~ Lo stesso problema si presentò anche in altri settori, come quello degli ecogo-
1. ;5l
"'
·;:: niometri per le unità di superficie. Secondo l'ing. Stefanini, allora Presidente
! 8 dell'Oto-Mclara «si risentono le consc1,rt1enze eli una specie di dumping da parte
l~ americana: quando una trentina di anni fa stava per decollare un'industria del setto-
"'
"" re, che aveva già realizzato un prototipo validissimo con apparati ausiliari all'avan-
E
" c guardia dei tempi, gli USi\ offrirono gratuitamente in conto ìvfDAP gli apparati eco-
-~
§ goniometrici necessari alle navi allora in costruzione. La lviarina non poté rinuncia-
E
o
u re ad un tal vantaggio economico, ma naturalmente l'industria non poté nascere». 4 5
- 302

