Page 333 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Forze Ar111ate
Alla fine degli anni Settanta, in un contesto di inasprimento della guerra fred-
da, il partito comunista, pur approvando una mozione di sostegno agli indirizzi
generali della politica estera italiana, tolse l'appoggio al governo e votò contro la
partecipazione al Sistema Monetario Europeo e l'installazione in Italia dei nuovi
euromissili Pershing e Ct'Uise, a seguito della decisione della NATO. Accanto di
queste due scelte governative coraggiose e fondamentali, la seconda delle quali
sottolineava ancora una volta la fedeltà atlantica e il ruolo militare dell'Italia,
all'inizio degli anni Ottanta, dopo che già il libro bianco della Marina Militare nel
1973 e il libro azzurro dell'Aeronautica Militare nel 19756 avevano attirato l'at-
tenzione sul fronte aeromarittimo mediterraneo, altri avvenimenti segnarono
l'avvento di una fase più attiva, anche se non necessariamente più organica, della
politica estera e di difesa italiana nel Mediterraneo.? La garanzia della neutralità
di Malta (settembre 1980), l'invio di un contingente della Marina Militare nello
stretto di Tiran e nel golfo di Aqaba (autunno 1981 - primavera 1982), seguito
dalle più impegnative missioni di due contingenti italiani in Libano (1982 e
1982-84, ma già dal luglio 1979 l'Italia aveva inviato uno S(1uaclrone interforze
eli quattro elicotteri AB-204), primi esempi eli una ormai significativa serie di
operazioni delle Forze Armate fuori dei confini nazionali, il trasferimento in
Italia degli F15 americani già stanziati in Spagna (1982), l'inizio delle discussio-
ni sul "nuovo modello di difesa", con l'attenzione ai "rischi da sud".
L'onorevole Lagorio, che ha appena pubblicato le sue memorie, si è stupito
di essere l'unico uomo politico presente al convegno; in realtà almeno altri due
di primissimo piano erano stati invitati. Al eli là dei casi personali, l'osservazio-
ne dell'ex ministro ci ricorda che in Italia, a differenza eli altri Paesi, vedi Aznar,
Clinton, Blair, un tempo Harolcl Wilson, tutti ritiratisi o in via eli ritiro giovanis-
simi secondo i parametri italiani, i politici non vanno mai in pensione e quindi
sono poco inclini alla memorialistica.
Il decennio successivo a quello in cui fu ministro l'onorevole Lagorio vide
operare in posti di alta responsabilità due altri relatori a questo convegno: il
generale Arpino, capo eli Stato Maggiore della Difesa dalla fine degli anni
Novanta al gennaio 2002, e il generale Jean, che, per citare solo gli incarichi più
connessi ad attività di studio, come direttore del Centro Militare di Studi
Strategici, presidente del Centro Alti Studi per la Difesa e docente di Studi
Strategici, fu una delle voci più autorevoli nei dibattiti di politica estera e milita-
re del decennio successivo alla caduta del Muro di Berlino. Nella sua relazione
ha confermato la sua fama di studioso che nulla concede ai luoghi comuni. Cito
ad esempio la sua critica agli «approcci ingegneristici dell' iffects-based operation o
della pianificazione per capacità, e [a] quelli delle guerre netJJJork-centricho> (due
concetti ai quali è ormai d'obbligo inchinarsi) e alla Rivoluzione negli Affari
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