Page 335 - Repubblica e Forze Armate. Linee interpretative e di ricerca - Atti 25-26 ottobre 2006
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Repubblica e Frnze Ar111ate


          legame tra sicurezza esterna ed interna, in un Paese dove almeno un quarto del-
          l'elettorato  votava  per  un  partito  legato  a  doppio  filo  al  "nemico",  l'Unione
          Sovietica.  Dopodichè altre  relazioni hanno affrontato gli  anni più recenti Qean,
          Ilari, se fosse intervenuto, c i già citati Girardelli e Noncs). Il periodo dell'imme-
          diato dopoguerra è certamente importante.  Con formula efficace, il  colonnello
          Rossi ha ricordato in apertura che le  Porzc Armate «considerate colpevoli degli
          eventi di cui erano state vittime, vivevano una situazione estremamente critica di
          precarietà  ed  incertezza»,  dalla  quale  uscirono  solo  grazie  all'ingresso
          nell'Alleanza  Atlantica, pressoché contemporaneo dell'assunzione del dicastero
          della Difesa da parte di Randolfo Pacciardi, certamente uno dei migliori ministri
          di questo dopoguerra.
             Come ha  rilevato  nel  suo intervento il  professor Labanca, resta largamente
          inesplorato  il  periodo  tra  la  costituzione  dell'Alleanza  Atlantica  c  il  crollo  del
          muto di Berlino, con la  fine  della guerra  fredda.  Una prima ragione già ricorda-
          ta, è la scarsa disponibilità di fonti documentarie, edite cd inedite, di  pertinenza
          dei  ministeri  degli  Esteri  c  della  Difesa;  i  pochi  relatori  che  hanno  trattato  il
          periodo della guerra fredda solo in alcuni casi hanno potuto citare tali  fonti.  Le
          assicurazioni del  capo eli  Stato Maggiore sull'avviata costituzione di  un Ufficio
          Storico della Difesa sono un passo nella direzione di  porre rimedio a tale situa-
          zione. La Commissione It-aliana di Storia Militare ha dato impulso determinan-
          te, prendendo lo spunto dal Convegno dello scorso anno, in questa direzione.
             Vi è però un'altra ragione.  La professoressa Pasqualini ha ricordato un'osser-
          vazione eli  Pietro Scoppola sull' antimilitmi.rmo della  storiografia italiana, al  quale
          corrisponderebbe l'antimilitarismo dell'opinione pubblica. Sul fatto  che gli italia-
          ni,  a  parte  frange  estremistiche che ieri  fiancheggiavano  l'eversione  armata ed
          oggi si esercitano in slogan infami, siano stati antimilitaristi ho molti dubbi, raf-
          forzati dalla  suggestiva relazione del dottor Cuzzi, che documenta esattamente
          il  contrario. Certo i partiti furono largamente estranei alle problematiche milita-
          ri,  con  poche  eccezioni  di  singole  personalità.  La  scomparsa  al  vertice  dello
          Stato di un "militare", il  re,  privava le  Forze Armate di  un punto di riferimento
          che tradizionalmente ne difendeva l'indipendenza e la  dignità. Mancano ancora
          studi  esaurienti  sulla  scelta  istituzionale  in  relazione  alle  Forze  Armate,  a  cui
          accenna il dottor Cuzzi.''  Quanto agli storici, più che "antimilitaristi", essi sono
          stati soprattutto "a-militari": nelle monografie specialistiche e nelle storie gene-
          rali sull'Italia postbellica abbondano gli  studi e le parti sui partiti, i movimenti, i
          sindacati, la Chiesa, le donne e così via, ma scarseggiano o sono del tutto assen-
                                                                                       c
          ti i riferimenti alle Forze Armate.                                          "
                                                                                       ·§.
             Non  è  certo compito  di  queste  considerazioni  conclusive  chiosare  le  varie   '6
                                                                                       E
                                                                                       o
          relazioni. Mi limito quindi ad una sola osservazione, in margine alla relazione del   u

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