Page 127 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             cosiddetto “Blocco di Varsavia” e gli esperimenti nucleari condotti dai Sovietici .
                Ciò spinse anche le Forze Armate dei Paesi Occidentali verso un continuo am-
             modernamento dei materiali e degli equipaggiamenti bellici con la ripresa anche
             dell’industria meccanica nazionale. Di tutto ciò beneficiò, in parte, anche l’Arma
             dei Carabinieri per quanto riguarda la sua componente militare.

             Tra riorganizzazione ed evoluzione operativa:
             la sfida alla ruralizzazione dell’Arma
                L’istituzione affrontò il periodo 1945/1955 con grande attenzione. in partico-
             lare, già nel corso delle operazioni belliche, l’Arma dei Carabinieri predispose
             alcuni reparti quali nuclei iniziali di formazione allo scopo di ricostruire i Co-
             mandi che la Rsi aveva soppresso con la cattura e la deportazione degli ultimi
             Carabinieri rimasti sul posto per aiutare e sostenere la popolazione locale. Così,
             a mero titolo esemplificativo, si può ricordare il più famoso “contingente R” che
             rappresentò, con il suo chiaro esempio di efficienza ed efficacia, lo strumento
             messo a disposizione dal Comando Generale per ricostruire lo stato. L’arrivo del
             “Contingente R” nella Capitale e di tutti gli altri reparti approntati successiva-
             mente sino alla fine delle operazioni belliche nei rispettivi centri preventivamente
             individuati intendeva raggiungere più scopi: rioccupare le caserme dell’Arma nei
             territori liberati; ripristinare velocemente il servizio; garantire al contempo il ri-
             torno alla cosiddetta normalità, per quanto le operazioni belliche e le successive
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             operazioni di smobilitazione avrebbero reso possibile .
                Il Comandante Generale, l’8 maggio 1945, così si rivolgeva a tutti i Carabinieri
             ricordando chi aveva sofferto pene indicibili: “Con la cessazione delle ostilità in
             Italia ed in Europa, i nostri commilitoni deportati nei campi di concentramento
             in Germania e quelli ancora prigionieri in lontani continenti avranno la sospirata
             gioia di ritornare in Patria. […] Li attendono con pari esultanza i componenti di
             una più grande famiglia: quella dell’Arma, che essi hanno onorata ed illustrata in
             terra straniera con la loro fede ed il loro indomito coraggio. in circostanze estre-
             mamente difficili, nelle alterne vicende dell’immane conflitto, essi compirono fino
             agli estremi il loro dovere di soldati e, resistendo a lusinghe e minacce, tennero







             7  Si veda anche Pietro PAstorello, la scelta atlantica in coMMissione itAliA di storiA
                MilitAre, Le Forze Armate dalla scelta repubblicana alla partecipazione atlantica,
                Gaeta, Stabilimento Grafico Militare, 1999, pp. 117-125.
             8  GoFFredo MencAGli – MAssiMo coltrinAri, I Carabinieri in servizio d’istituto nella testa
                di ponte di anzio, in “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri”, a. XLIV, n. 2 – aprile-giugno
                1996, pp. 17-25 e, in particolare, p. 21.
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