Page 132 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             di formare generazioni di ufficiali, sottufficiali e carabinieri con un bagaglio che
             già presso le strutture addestrative forniva più strumenti interpretativi, distinti in
             funzione dei differenti compiti da assolvere, per la gestione di attività operative
             nel delicato e sensibile campo delle indagini di polizia giudiziaria.
                In questo ambito, si deve segnalare che il periodo preso in esame fu anche
             interessante  per l’avvio  di alcune  intuizioni  relative  all’organizzazione  interna
             dell’Arma che, tuttavia, ebbero un vero e proprio sviluppo il decennio successivo,
             in linea anche con l’evoluzione tecnologica che contribuì decisamente alla trasfor-
             mazione del Paese. A tale scopo, si ritiene utile citare due esempi:
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             -  Servizio subacquei . Già nell’estate del 1953, l’Arma dei Carabinieri costituì
                due piccoli nuclei di militari subacquei dislocati a Genova e a Napoli, appro-
                fittando delle esperienze maturate da alcuni centri di addestramento avviati da
                coloro i quali si erano già distinti in eccezionali imprese belliche dell’ultimo
                conflitto mondiale. Ciò consentì di rendere immediatamente operativi i due
                piccoli “Nuclei Carabinieri Subacquei” concentrati presso le legioni di quel-
                li che erano i “principali porti d’Italia” e che, di conseguenza, a fine agosto
                potevano essere considerati perfettamente efficienti. Le modalità d’impiego
                dell’epoca prevedevano che i militari selezionati fossero impiegati nel nor-
                male servizio d’istituto salvo essere chiamati a prestare la propria opera nel
                corso di operazioni di polizia giudiziaria le cui implicazioni avessero stretta
                connessione con l’acqua (mare, laghi, fiumi e pozzi), provvedendo al recupero
                di refurtiva, di cadaveri e di fonti di prova utili per la prosecuzione di indagini
                che diversamente non sarebbe stato possibile proseguire . È da osservare, tut-
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                tavia, che i due piccoli reparti, il 1° agosto di due anni dopo (1955) furono fatti
                concentrare a Genova in un unico reparto. Ciò che è significativo da segnalare
                è che, evidentemente, trattandosi di una specialità ad elevata qualificazione sia
                per la formazione del personale, sia per i particolari materiali tecnici che si sta-
                vano sviluppando, si ritenne più funzionale per le esigenze dell’Arma concen-
                trare i militari in un unico centro allo scopo di garantire un’azione più efficace
                a favore dell’organizzazione territoriale. Nel decennio successivo, però, grazie
                all’impiego di nuovi e più avanzati materiali tecnici e in analogia a quanto
                praticato per il naviglio leggero nell’arco dello stesso periodo, il Comando
                Generale rinforzò efficacemente tale settore che si trasformò progressivamente
                in uno speciale servizio subacquei strettamente connesso al settore navale allo
                scopo di conferire un più rapido intervento soprattutto su allarme . il perso-
                                                                           17
                nale selezionato fu sottoposto a corsi particolarmente duri e poi dislocato nei


             15  coMAndo GenerAle dell’ArMA dei cArAbinieri, Carabinieri Subacquei, s.i. [ma Roma],
                Edizioni Il Carabiniere, 1972, p. 2.
             16  Ivi, p. 5.
             17  Ivi, p. 7.
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