Page 137 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Nel primo caso, la flessione considerevole si ebbe nel periodo 1950-1951 ridotti
ad un quarto rispetto il dato del 1946, ma è da osservare che la curva riprese a sali-
re per attestarsi a poco più della metà alla fine del 1955. Le rapine diminuirono ad
un decimo del dato iniziale, le estorsioni ad un quarto mentre i furti aggravati ad
un quinto. Di tutto rispetto, poi, la voce del contributo all’Amministrazione della
Giustizia che ricomprendeva gli “atti compiuti a richiesta o per delega della magi-
stratura ordinaria e di quella militare”, ovvero perquisizioni, sequestri, ispezioni,
confronti, ricognizioni, interrogatori di testi e imputati, atti vari. Dai 439.477 del
1946 si arriva ai 457.082 atti del 1955 con un picco di 737.069 nel 1949. Già solo
osservando i numeri emerge chiaramente lo sforzo di tutta l’istituzione a garantire
il più volte enunciato svolgimento della regolare vita dell’Italia repubblicana. A
proposito della tutela delle leggi e regolamenti speciali, tra i vari dati, si intende
segnalare quello relativo alle contravvenzioni elevate per infrazioni alle leggi fi-
scali che, subisce piccole variazioni attestandosi mediamente attorno a oltre le
4500 per il periodo in esame, salvo evidenziare una flessione nel 1955 con 3.730
contravvenzioni. Un altro aspetto interessante che evidenzia l’azione dei militari
in possesso di particolari qualificazioni, ovvero i “nuclei carabinieri addetti ai cir-
coli dell’ispettorato del lavoro”, risiede nelle aziende o datori di lavoro denunciati
che dai 1.507 del 1948 (primo anno della rilevazione) si arriva alla cifra esponen-
ziale di 25.148 del 1955, elevando notevolmente il totale delle somme recuperate
per contributi non versati agli istituti pensionistici.
In materia di tutela delle leggi sull’emigrazione, il dato assunto decorre dal
1951 e rappresenta l’attività svolta dal “Nucleo Carabinieri addetto alla Direzione
Generale Emigrazione del Ministero per gli Affari Esteri” che si attestava su circa
210 reati accertati con la denunzia di circa 200 persone.
Un altro fenomeno molto importante fu il contributo in materia di denunzia
per danni di guerra che sottolineava l’attenzione dell’Arma alla collaborazione
con altri organi per il corretto svolgimento dell’istruttoria delle pratiche di liqui-
dazione dei danni di guerra in correlazione con quanto era accaduto in particolar
modo durante l’occupazione tedesca. il fenomeno costretto evidentemente ad un
decremento per la definizione delle varie pratiche nel corso del tempo e l’allonta-
narsi delle vicende belliche, passa dagli oltre 325 milioni di lire del 1949 con 467
denunzie per falsi danni di guerra agli oltre 36 milioni del 1955 con 3 denunzie.
Fenomeni che dovevano scomparire progressivamente ma che testimoniano l’a-
zione dell’Arma anche in un settore come quello della liquidazione dei danni di
guerra che aveva, all’epoca, un forte peso nella ripresa delle normali attività eco-
nomiche e produttive. Perciò che riguarda la prevenzione si deve annoverare, per
contro, la scorta ai valori che ha costituito, per il periodo 1947/1955 un impegno
sostanziale anche se in decremento, passando dai 117.432 servizi svolti del 1947
ai 76.714 del 1955 impiegando, nel primo caso quasi 200.000 unità mentre nel
secondo oltre 143.000.

