Page 139 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             I Carabinieri a tutela delle pubbliche manifestazioni
                L’Arma dovette mettere a dura prova la propria capacità di gestire eventi com-
             plessi tra i quali si possono ricorare lo svolgimento di libere elezioni come quelle
             per il referendum istituzionale del 2 giugno 1946, considerando anche che, per la
             prima volta nella storia nazionale le donne italiane, finalmente, erano chiamate al
             voto e che si trattava del ritorno a libere votazioni dopo il ventennio fascista.
                Si trattò di un banco di prova particolarmente significativo che può essere ma-
             gistralmente sintetizzato dalla circolare a firma del Comandante Generale ema-
             nate meno di un mese prima delle elezioni. Infatti, il generale Brunetti così si
             rivolgeva ai Carabinieri in Italia: “Apolitici per tendenza e per tradizione, fedeli al
             loro patrimonio morale che si ricollega ai fasti del Risorgimento Italiano, autentici
             figli del popolo preposti alla tutela delle leggi e dei cittadini ed al mantenimento
             dell’ordine e della sicurezza pubblica, tutti i componenti dell’Arma, dai capi ai
             più modesti gregari, daranno in quell’occasione nuova tangibile prova della loro
             lealtà e del rispetto da essi vivamente e profondamente sentito per la giustizia e
             la volontà popolare […] l’ora che incalza non ammette dubbi, non consente defe-
             zioni, non tollera tentennamenti. Stretti intorno ai loro ufficiali, consapevoli della
             loro forza morale e della loro ferrea disciplina, tutti dovranno restare al loro po-
             sto e seguire scrupolosamente e fedelmente gli ordini del Governo [nel testo].
             Impavidi alle minacce, tetragoni alle lusinghe ed agli allettamenti, essi avranno
             un solo programma: l’ordine, la legalità e il rispetto della volontà popolare. Sono
             certo che ancora una volta la concorde disciplina degli elettori avrà nell’Arma un
             luminoso esempio di compattezza, di serenità, di forza cosciente e disciplinata ed
             ho piena fiducia che il popolo italiano, nella rinata coscienza della sua sovranità e
             maturità politica, ritroverà in ogni evenienza l’Arma al suo fianco come prima e
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             come sempre: BENEMERITA!” .
                In questo ambito si deve collocare la riorganizzazione dei reparti mobili dei
             Carabinieri. Negli anni immediatamente successivi al conflitto bellico, si deter-
             minò anche la rinuncia all’impiego dell’Esercito nelle attività ordinarie di ordine
             pubblico. Ciò segnò una evidente discontinuità con l’Italia Liberale ove le Forze
             dell’Ordine non avevano la possibilità di schierare contingenti addestrati e nume-
             ricamente necessari per garantire il regolare svolgimento di manifestazioni pub-
             bliche. Si deve ricordare però che lo stesso fascismo, con la “Marcia su Roma” e
             l’avvento al potere fece di tutto per ridurre la presenza dell’Esercito e anche delle
             stesse Forze dell’Ordine, ricorrendo alla Milizia Volontaria per la Sicurezza Na-
             zionale, ovvero la trasformazione delle vecchie squadre fasciste in un organismo


             27  ASACC, D 809.1, “Circolari 1946”, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri Reali
                – Ufficio Segreteria e Riservato, circolare n. 1067/1 di prot. Ris. Datata 10 maggio 1946,
                oggetto: Contegno dell’Arma durante e dopo le elezioni politiche a firma del Comandante
                Generale, Generale Brunetto Brunetti.
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