Page 144 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             torrente Bisagno e del fiume Trebbia.
                Nell’ottobre successivo, a ovest della città di Reggio Calabria, un’ulteriore
             evento meteorologico causò l’ingrossamento della fiumana Valanidi con la rottura
             degli argini, tanto che una marea di acqua e fango si abbatté sulla città e l’area
             circostante con un bilancio di 51 decessi e circa 100 dispersi.
                Nell’ottobre 1954, la provincia e la città di Salerno furono colpite da un’auten-
             tica alluvione che causa 318 decessi, 250 feriti e circa 5.500 cittadini senzatetto a
             causa dello straripamento di numerosi torrenti e dello smottamento di molte frane.
             La frazione Molina del comune di Vietri sul Mare, insieme a quello di Cava dei
             Tirreni, pagarono il contributo di sangue. Nell’inverno dello stesso anno, alcune
             bufere di neve si abbatterono in Abruzzo e in molise colpendo la provincia di Be-
             nevento in Campania e bloccando la popolazione nelle proprie case, spesso senza
             energia elettrica e riscaldamento. Anche in questo caso, l’intervento dei Carabi-
             nieri fu tempestivo ma già supportato da alcune militari dell’Arma che erano abi-
             litati quali sciatori e che furono gli unici, in molti casi, a raggiungere le zone più
             impervie. Tali militari specializzati ebbero anche un compito significativo durante
             tali calamità. Infine anche l’intervento durante l’inverno del 1955 ebbe medesime
             conseguenze e portò al conferimento di un’altra medaglia d’oro al valor civile
             alla bandiera dell’Arma: “Nelle eccezionali avversità atmosferiche dello scorso
             inverno l’Arma dei Carabinieri offriva il suo generoso, instancabile contributo
             all’organizzazione dei soccorsi alleviando sensibilmente la situazione di disagio
             delle popolazioni colpite. In tale opera, spesa senza risparmio di energie, in con-
             dizioni particolarmente difficili e con elevato spirito di sacrificio, l’Arma ancora
             una volta rendeva al Paese una testimonianza altissima di suprema dedizione al
             dovere”. Febbraio 1956. D.P.R. 25 maggio 1956.

             La nuova prospettiva estera: Palestina, Libia, Eritrea e AFIS (1950-1960)
                Con lo sfondo evocato precedentemente dell’applicazione del trattato di pace
             del febbraio 1947, può essere ricordata l’esperienza dell’Amministrazione Fidu-
             ciaria italiana in somalia che ha rappresentato senza dubbio un’occasione di par-
             ticolare interesse per evidenziare le capacità di un Paese sconvolto dal conflitto
             mondiale che cercava di ritornare alla normalità. In questo l’AFIS rappresentò una
             sfida significativa con particolare riferimento al contributo delle Forze Armate. In
             tale ambito, un ruolo di primo piano fu riservato all’Arma dei Carabinieri che do-
             vette procedere all’organizzazione di una forza di polizia locale in grado di poter
             affrontare le sfide del tempo che portarono all’indipendenza della ex colonia ita-
                                37
             liana il 1° luglio 1960 . sull’Amministrazione Fiduciaria e sul ruolo delle FF. AA.
             nella ricostruzione di quel Paese, sono presenti altri contributi e quello dell’Arma

             37  Antonio  MAriA  Morone,  L’ultima  colonia.  Come  l’Italia  è  tornata  in  Africa,  Laterza,
                Roma-Bari, 2011.
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