Page 149 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Giudiziarie” . Ciò, va ricordato, nonostante non fossero più issata la bandiera
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nazionale e usata la lingua italiana .
Un altro piccolo contingente di militari, ancora nel 1948, era presente anche in
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Libia . Così lo ricordava il periodico dell’Arma: “in Tripolitania vi sono in atto
una quarantina di nostri carabinieri che, frazionati in piccoli o piccolissimi nuclei
su un territorio vastissimo, riescono – con miracoli di abnegazione – ad assolvere
mansioni difficili e complesse per le quali sarebbe necessario un ben maggiore
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numero di uomini” . Anche solo da tali brevi passaggi, si mettono in evidenza le
capacità dei contingenti di carabinieri all’estero, sotto amministrazione straniera
che garantivano lo svolgimento delle regolari attività della popolazione.
In conclusione, si sottolineava che, sia in Eritrea sia in Tripolitania, “l’attivi-
tà dell’Arma è molto apprezzata dalle Autorità di occupazione, dalle collettività
italiane e dalle popolazioni indigene, abituate, quest’ultime, a vedere da decenni
nel nostro modesto carabiniere l’imparziale, giusto ed umano rappresentante della
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Legge e della Giustizia” .
Come si può ben comprendere da tale sintesi, l’operato dell’Arma nell’imme-
diatezza della fine delle ostilità era particolarmente apprezzato e tenuto in conto
tanto da trovare i Carabinieri in due ex colonie e in un Paese che stava nascendo in
quegli anni. Da ciò, si desume chiaramente che le buone prove mostrate dall’Ar-
ma in tali aree dovevano avere un riflesso evidente nell’azione politica internazio-
nale, facendo accedere comunque l’Italia all’amministrazione fiduciaria della ex
colonia per offrirle quel supporto che sarebbe servito alla Somalia nel trovare la
via dell’indipendenza.
55 Si veda il periodico “Il Carabiniere”, a. 1948, n. 5, p. 15, “Nel Medio Oriente e in Africa”.
56 “Il Carabiniere della nuova Italia”, a. 1947, n. 3, p. 2, “Ritorno in Africa” cit..
57 L’Assemblea delle Nazioni Unite nel corso del novembre 1949 determinò che la Libia
avrebbe potuto raggiungere l’indipendenza entro il 1952; così sino all’indipendenza,
raggiunta effettivamente il 24 dicembre 1951, il Paese fu sottoposto a tre distinte aree di
influenza: francese per il Fezzan, britannica per la Cirenaica e italiana per la Tripolitania;
KAriM MezrAn, Libia. La fine di un’era? in KAriM MezrAn – silviA coloMbo – sAsKiA
vAn GenuGten, L’Africa mediterranea – Storia e futuro, Roma, Donzelli editore, 2011,
p. 56. Sulle attività nel periodo, si veda Federico cresti, Questions d’argent, sospetti di
corruzione e spionaggio inglese: interesse pubblico e interesse privato nella politica della
Tripolitania durante l’amministrazione militare britannica (1945-1949), in dAnielA MelFA
- AlessiA MelcAnGi - Federico cresti, Spazio privato, spazio pubblico e società civile in
Medio Oriente e in Africa del Nord – Atti del convegno di Catania della Società per gli
studi sul Medio Oriente – SeSaMO, Milano Giuffré, 2008, pp. 125- 152.
58 Ibidem.
59 Ibidem.

