Page 151 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 151

II SeSSIone - Forze ArmAte e SocIetà                                151



             una fotografia mostra un drappello di militari, con moschetto 1891/38, capeggiati
                                                           62
             da un brigadiere mentre esce a piedi dalla caserma . La pagina centrale riporta
             l’immagine del Carabiniere Plado Mosca decorato di MOVM durante la Cam-
             pagna di Russia. Va segnalato che già compaiono i risultati dell’attività sportiva
                                        63
             condotta da militari dell’Arma . L’anno successivo (1953) la copertina è dedicata
             ad un altro militare dell’Arma, l’appuntato Sabato De Vita caduto in Albania men-
             tre difendeva una stazione con l’ausilio di militari albanesi dall’attacco di forze
             ribelli, raffigurato in quadro del pittore Clemente Tafuri. Un riconoscimento signi-
             ficativo all’operato dell’Arma è offerto attraverso la riproduzione del bassorilievo
             del monumento al Carabiniere nella parte che evidenzia il soccorso alla popola-
                                                          64
             zione in occasione di pubbliche e private calamità . Appare significativo che si
             ricordi da una parte il valore dell’Appuntato deceduto nella difesa di una stazione
             rurale (segnalando ancora la centralità dell’Arma nei territori non urbanizzati) e
             dall’altra il contributo significativo in occasioni di grandi calamità che colpiscono
             il Paese. Nel 1954 la copertina è dedicata al nuovo stemma araldico concesso dal
             Presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, il 27 dicembre 1952 su richiesta del
             Comandante Generale, generale Alberto Mannerini. La pagina centrale, quella di
             maggiore effetto insieme alla prima e alla quarta di copertina, rappresenta il qua-
             dro “Carabinieri in Maremma” di G. Berthelet nel quale una pattuglia a cavallo
             procede su di un declivio mentre alle spalle si osserva un pianoro di color giallo
             che lascia intravedere una piccola porzione di mare mentre un’enorme nuvola
                                                        65
             bianca sovrasta, oscurandolo, quasi tutto il cielo . Quindi, insieme ai Carabinieri,
             la protagonista è ancora l’area rurale. Il 1955, l’ultimo anno del periodo preso
             in esame in copertina raffigura la “lucerna” dei Carabinieri in questo caso senza
             pennacchio, uno dei simboli per eccellenza dell’Istituzione con la pagina centrale
             dedicata alle uniformi dell’Arma per il periodo 1814 (anno di fondazione) 1848
                                                      66
             (anno di concessione dello Statuto albertino) . Quest’ultimo anno valorizza il


             62  Così scrisse il Comandante Generale: “Sia sempre, il Carabiniere, nei grandi centri come
                nelle più piccole stazioni, vigile e pronto ad accorrere ove lo chiami uno dei suoi infiniti
                doveri. Mi preme tuttavia, oggi, porre l’accento su quello che è , a mio avviso, l’aspetto più
                caratteristico – e più meritorio – dell’attività dell’Arma nel Paese. Il senso di umanità e di
                civismo, la socialità della sua missione. In questo senso immanente e profondo di generosa
                umanità, che ispira e guida il Carabiniere sempre anche nel rigido adempimento del più
                duro dovere, in questo spirito di amorevole, operante e vigile solidarietà verso le classi
                più modeste, verso i diseredati della vita ed i colpiti dalla sventura, è veramente il più alto
                e luminoso segno di nobiltà per l’Arma. Ed è un retaggio, un patrimonio morale, che va
                mantenuto! Roma 1° Gennaio 1952 Generale A. Mannerini”.
             63  Ivi, pp. 89-92.
             64  Ivi, pp. 93-96.
             65  Ivi, pp. 97-100.
             66  Ivi, pp. 101-104.
   146   147   148   149   150   151   152   153   154   155   156