Page 152 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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152 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
rapporto tra l’Arma e le massime cariche dello stato. Basti pensare che furono
riprodotti anastaticamente il messaggio di Luigi Einaudi, Presidente della Repub-
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blica, in occasione della Festa dell’Arma dell’anno precedente e quello di Vit-
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torio Emanuele Orlando , definito il Presidente della Vittoria, oltre che riportare,
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come di consueto, il saluto del Comandante Generale, generale Luigi Morosini .
Conclusioni
La situazione del Paese al termine del conflitto mondiale era chiaramente pe-
sante in termini generali. L’Arma aveva subito grandi traumi in tale periodo ma,
ogni volta, aveva risposto nell’immediatezza alle richieste dei cittadini e del Pae-
se. Era necessario garantire il regolare ritorno alla normalità per supportare con-
cretamente la ripresa economica e produttiva di un Paese devastato dalla guerra.
Nello stesso periodo, si stava faticosamente avviando la ricostruzione morale e
sociale e, in tale ambito, il compito dell’Arma era necessario, ovvero garantire
la libera circolazione di persone e merci provvedendo a intervenire per la pronta
repressione dei crimini. Secondo alcuni studiosi “l’Italia cercò di realizzare la
modernizzazione e la professionalizzazione delle proprie forze dell’ordine restan-
do all’interno del modello di una polizia militarizzata, anzi vedendo proprio la
militarizzazione come elemento integrante del processo di modernizzazione” . A
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67 Il testo del telegramma riporta “Con le manifestazioni di stamani i Carabinieri hanno
ancora una volta offerto un brillante saggio del loro addestramento e della loro compattezza
testimoniando lo spirito elevato con il quale la gloriosa Arma saluta il centoquarantesimo
anniversario della propria Fondazione. Voglia, Signor Comandante Generale, esprimere
ai militari tutti dell’Arma il mio elogio assicurandoli che l’intero Paese partecipa con
l’ammirato affetto di sempre all’odierna celebrazione. Luigi Einaudi”.
68 Il biglietto era in risposta ad un augurio da parte di un ufficiale dell’Arma. “1860 (arrivò
Garibaldi otto giorni dopo!) 1949 Caro Colonnello, gli auguri espressi con la Sua del 20 mi
sono stati fra i più grati per la nobiltà del pensiero e dell’espressione. Ricordo i carabinieri
dopo Caporetto. Magnifici! Prestarono il loro servizio con la serenità di quelli che, in
questo momento, stanno a piazza Colonna. Suo Orlando”.
69 Il messaggio del Comandante Generale: “Anche il 1955 vede i Carabinieri riuniti attorno
ai loro Capi in perfetta armonia di spirito e di cuori, preparati più che mai ai loro compiti
nella scia luminosa delle lor tradizioni. Da questo Calendario storico che, per pur nelle sue
scheletriche notizie storiche, vuole rievocare i nostri fasti, rivolto a tutti i militari dell’Arma il
mio augurio più affettuoso e la mia parola di viva gratitudine con l’incitamento a proseguire
con rinnovato slancio nella nostra fatica dura, ma feconda. La strada da percorrere sarà
ognora irta di asperità e difficoltà, ma sapremo piegare gli eventi alla nostra tenace volontà,
illuminandoli con la luce che promana dall’animo che tramonta e da tutto il nostro glorioso
passato. Ricordiamo che né il passato né il futuro sono soggetti al nostro volere, solo il
presente è nostro e bisogna coglierlo per le maggiori glorie d’italia e dell’Arma nostra.
Roma, 1° Gennaio 1955. Gen. Luigi Morosini”.
70 donAtellA dellA PortA – herbert reiter, Polizia e protesta, Bologna, Il Mulino, 2003, p.
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