Page 156 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                tramento;
             ü la situazione economica era disastrosa: i
                fondi della Legione di Trieste, oltre sei
                milioni di lire depositati presso la Teso-
                reria dello Stato, erano stati bloccati e re-
                quisiti dalle truppe jugoslave. Altri 3 mi-
                lioni custoditi nella cassa del Comando
                Legione erano andati distrutti nell’incen-
                dio della caserma durante i combattimen-
                ti con i tedeschi. Ai militari non venivano
                corrisposti gli stipendi da oltre un mese;
             ü poteri  civili,  ormai  al  collasso,  erano
                i
                stati assunti dal Governo sloveno inse-
                diatosi prima ad Audissina e poi a Lubia-
                na. Le autorità giudiziarie italiane sospe-
                se, sostituite da un Tribunale del Popolo.
                Ovunque imperava il regime poliziesco e
                repressivo degli uomini del Dipartimen-
                to per la Sicurezza del Popolo, l’O.Z.NA., la temuta polizia segreta militare
                jugoslava;
                i
             ü rifornimenti di viveri alla popolazione erano bloccati ed a stento si riuscivano
                a distribuire poche razioni di pane. Inoltre, prima di lasciare la città, le truppe
                jugoslave avevano iniziato il sistematico saccheggio di tutto ciò che poteva
                essere portato via;
             ü nell’istria la situazione era ancora peggiore a causa del blocco totale dei rifor-
                nimenti di viveri per la popolazione.
                Le trattative per l’assetto provvisorio della Venezia Giulia e parte del Friuli,
             in attesa del trattato di pace, si risolsero il 9 giugno con la firma dell’accordo che
             prevedeva l’istituzione, entro i confini del 1939, di due zone, secondo una linea
             di demarcazione – la c.d “linea Morgan” - che seguiva il corso dell’Isonzo fino
             all’altezza di Gorizia, per allargarsi poi ad est, fino a raggiungere l’Adriatico poco
             oltre Trieste. Pola avrebbe costituito una piccola “enclave” occidentale, nel terri-
             torio amministrato dagli jugoslavi.
                Nelle due zone avrebbero operato due distinte amministrazioni: in quella occi-
             dentale le autorità militari angloamericane erano orientate a continuare ad utilizza-
             re gli organismi rappresentativi esistenti, riservandosi però il diritto di allontanare
             gli elementi sgraditi per sostituirli con persone di fiducia. Il 12 giugno, l’”allied
             Military Government” (A.M.G.), come previsto dagli accordi di Belgrado, si inse-
             diò formalmente nella Zona “A”.
                Uno dei problemi più urgenti che gli Alleati dovettero affrontare fu quello della
             organizzazione di una forza di polizia in grado di garantire l’ordine pubblico e
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