Page 157 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             che tenesse conto della particolare realtà plurietnica della Venezia Giulia. Inizial-
             mente venne considerata la possibilità di continuare ad impiegare i precedenti
             corpi di polizia italiani, pur con organici fortemente ridotti, anche per bilanciare
             la presenza della “Guardia del popolo”, costituita con l’arrivo delle truppe di Tito
             e composta quasi esclusivamente da elementi slavi. Nonostante gli apparati di
             polizia italiani fossero stati azzerati durante l’occupazione jugoslava, si tentò co-
             munque di arruolare quei pochi che, sfuggiti alla fucilazione o alla deportazione,
             intendessero riprendere servizio per conto dell’A.M.G.: vi dovevano inizialmente
             farne parte 50 finanzieri, 50 carabinieri e 50 agenti di P.S..
                L’esperimento, iniziato il 12 giugno, si rivelò subito destinato al fallimento: le
             prime pattuglie uscite dalle caserme, composte da militari alleati e da carabinieri
             in abito civile furono aggredite dalla popolazione di origine slovena che non ve-
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             deva di buon occhio il ritorno delle forze di polizia italiane .
                Un secondo progetto, che prevedeva la formazione di un Corpo di polizia co-
             stituito da 150 carabinieri, 150 finanzieri, 150 agenti di P.S., 150 vigili del fuoco
             e 150 appartenenti alla “Guardia del Popolo”, fu rapidamente accantonato per la
             pretesa di quest’ultima di far arruolare in massa tutti i suoi effettivi, pari a circa
             2500 uomini .
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                Così all’A.M.G non rimase altra soluzione che emanare, il 14 giugno, l’or-
             dinanza n. 2., con la quale furono ufficialmente soppressi tutti i Corpi di polizia
             esistenti nella Venezia Giulia, compresa la “Guardia del popolo”, e disposta l’as-
             sunzione della responsabilità del mantenimento dell’ordine pubblico da parte del-
             la polizia militare alleata, in attesa della costituzione di un nuovo corpo di polizia,
             da reclutare nella stessa Zona “A”.
                Nella città di Pola, invece, un piccolo contingente di finanzieri, 9 uomini più
             un ufficiale, liberati dopo l’ingresso delle truppe alleate, decise di rimanere in
             città accettando di prestare servizio alle dipendenze dell’A.M.G., in abito civile e
             completamente disarmati, con compiti di polizia tributaria e doganale .
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                Il successivo 11 luglio, il colonnello statunitense Alfred Bowman, “Senior Ci-
             vil Affairs Officer” della Zona di occupazione anglo-americana, emanò l’ordinan-
             za n. 6, con la quale, tra l’altro, venne istituito il nuovo ordinamento giudiziario e
             disposta la costituzione del nuovo corpo di polizia regionale, denominato “Vene-
             zia Giulia Police Force”.
                Il compito di provvedere all’organizzazione della Polizia della Venezia Giu-



             4  Relazione del Col. Persirio Marini del 23 Giugno 1945. Fondo U.G.A., Sez. 677, cartellina
                11, Archivio Storico del Museo della Guardia di Finanza (ASMGF).
             5  Relazione del Col. Persirio Marini del 23 Giugno 1945. Fondo U.G.A., Sez. 677, cartellina
                11, Archivio Storico del Museo della Guardia di Finanza (ASMGF).
             6  Relazione del Col. Persirio Marini del 31 agosto 1945. Fondo U.G.A., Sez. 677, cartellina
                11, Archivio Storico del Museo della Guardia di Finanza (ASMGF).
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