Page 162 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             della guerra, il convincimento che fosse cessato anche qualsiasi obbligo di natura
             fiscale. L’attività dei finanzieri triestini fu quindi inizialmente orientata a rieduca-
             re gradualmente i cittadini al rispetto delle leggi tributarie, attraverso una attenta
             azione di persuasione e prevenzione, piuttosto che di repressione. Nei primi mesi
             di attività, inoltre, una consistente aliquota di personale fu impegnata nel controllo
             della veridicità delle migliaia di istanze presentate per la liquidazione dei danni di
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             guerra , soprattutto da parte dei profughi istriani e dalmati.
                Ma gradualmente, con la ripresa economica - sia pure in parte “drogata” dalle
             ingenti spese per il mantenimento della forza d’occupazione alleata - tornarono ad
             assumere rilievo i compiti di polizia tributaria, assolti sulla base della legislazione
             in vigore all’8 settembre del 1943, recepita ed in alcuni casi modificata con appo-
             site ordinanze dall’A.M.G., compreso il contrasto al contrabbando, molto attivo
             sul breve tratto di litorale compreso nel territorio della Zona “A”.
                Nonostante tutte le difficoltà fin qui accennate, nei primi quattro mesi di attivi-
             tà, la “Finance Guard Branch” riuscì comunque a:
             ü assicurare la vigilanza presso 9 varchi doganali e 17 posti fissi, suddivisi tra
                raffinerie, depositi di carburanti e distillerie;
             ü eseguire ben 1687 accertamenti in materia di tasse ed imposte indirette, sco-
                prendo, complessivamente, l’evasione di tributi per oltre 1 milione di lire;
             ü sequestrare ingenti quantitativi di merce di contrabbando, tra cui una tonnella-
                ta e mezzo di sigarette ed oltre 47 tonnellate di sale, denunziando 472 persone
                ed arrestandone una.
                Gli alleati non tardarono ad apprezzare la professionalità e lo spirito di corpo
             delle fiamme gialle triestine, alle quali vennero affidati incarichi sempre più im-
             portanti, chiamati ad intervenire anche in indagini che vedevano implicati ufficia-
             li anglo-americani corrotti. Avrebbero voluto anche estenderne la competenza al
             controllo dei prezzi ed alla vigilanza lungo l’intera linea Morgan, se solo lo aves-
             sero consentito i numeri. sarebbero però state necessarie almeno altre duecento
             unità, per un organico complessivo di 400 uomini, corrispondente al personale
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             della Guardia di Finanza in servizio a Trieste prima della guerra .


             12  Tra il 16 ottobre 1945 ed il 16 gennaio 1946, furono 1090 le informazioni fornite per danni
                di guerra relative ad altrettante richieste. A fronte di oltre 162 milioni di lire di risarcimenti
                richiesti, i finanziari ne accertarono la congruità solo per circa 90 milioni di lire. Relazione
                del capitano Leonardo Savastano del marzo 1946. Guardia di Finanza 1945-1960, Venezia
                Giulia,  Sez.  791,  busta  2,  cartellina  16,  Archivio  Storico  del  Museo  della  Guardia  di
                Finanza (ASMGF).
             13  Ministero  delle  Finanze-  Gabinetto  del  Ministro  –  Ufficio  di  collegamento  con
                l’Amministrazione Civile alleata, nota prot. n. 1808 del 17 dicembre 1945. Guardia di
                Finanza 1945-1960, Venezia Giulia, Sez. 791, busta 1, cartellina 5, Archivio Storico del
                Museo della Guardia di Finanza (ASMGF).
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