Page 150 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             Nascita di una tradizione, l’iconografia dell’Arma al servizio del Paese
                Un discorso a parte, ma comunque di stretto interesse, deve essere dedicato
             al principale mezzo di comunicazione istituzionale dell’Arma in quel periodo e
             chiaro strumento di autorappresentazione: il calendario storico.
                Nel corso del periodo in esame, sono stati dati alle stampe i calendari dal 1950
             al 1958. Per tutto il periodo analizzato la stampa fu conferita alla tipografia Um-
             berto Boeri (1950-1951 e 1953-1954) e da Vecchioni e Guadagno per il 1952 e
             1955, che prima del conflitto mondiale si era già occupata di tale attività. I calen-
             dari sono formati da sei pagine per complessive dodici facciate compresa la prima
             e la quarta di copertina che rappresentano due opere realizzate dal pittore Manlio
             D’Ercoli e riporta la MOVM concessa alla bandiera dell’Arma per il comporta-
             mento del Gruppo Mobilitato in AOI nella difesa del caposaldo di Culquaber oltre
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             a rappresentare le undici MOVM concesse per il periodo 1940-1943 . L’anno
             successivo, il 1951 porta in copertina un carabiniere in grande uniforme ridotta
             (senza pennacchio) e la scritta “iustitia – lex”, mentre la quarta raffigura una pattu-
             glia a cavallo di zaptié. Queste due immagini pittoriche ben indicano il passaggio
             anche concettuale del saluto di un passato sintetizzato dalla pattuglia di militari
             indigeni e la maggiore attenzione alle operazioni a tutela della popolazione. La
             pagina centrale riproduce una delle sale del Museo Storico dell’Arma [quella delle
             guerre], realizzatore del calendario. Si deve segnalare anche il saluto del Coman-
             dante Generale, Generale Alberto Mannerini che ne comprendeva le potenzialità
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             nel settore della comunicazione interna istituzionale . Nel 1952, la scelta di rap-
             presentare la copertina attraverso una rielaborazione pittorica da fotografia che ri-
             produce due carabinieri a cavallo in uniforme kaki in servizio di perlustrazione te-
             stimonia la capacità dell’Istituzione di porsi come saldo presidio del territorio che,
             in questa fase storica, ancora non vive la più complessa e articolata vicenda socia-
             le ed economica connessa con il “boom” del decennio successivo. Nella pagina
             interna riproducente il messaggio del Comandante Generale (sempre Mannerini),

             60  dino PredAn, Il Calendario Storico dei Carabinieri 1928 – 2008, Roma, Ente Editoriale
                per l’Arma dei Carabinieri, 2009, pp. 81-84.
             61  Ivi, pp. 85-88. Questo il saluto: “Roma 31 Dicembre 1950. Affido volentieri al Calendario
                storico 1951 il mio cordiale saluto pei componenti tutti della grande famiglia dell’Arma.
                Pubblicazione ormai tradizionale, il Calendario porta anche quest’anno, nelle sue artistiche
                pagine, l’eco di rievocazioni storiche, notizie e statistiche, che costituiscono una edificante
                rassegna non soltanto di cose del passato, ma di opere vive ed attuali. Come l’anno che è
                trascorso, così quello che incomincia sia ricco di tali opere e fecondo di bene e di fortuna
                per la Patria nostra! I Carabinieri, come sempre, a ciò contribuiranno – ne sono certo –
                con tutto lo slancio e l’ardore dei loro animi, illuminati ognora dal più alto sentimento
                del dovere, d’onde per essi deriva l’accettazione serena dei quotidiani cimenti e spesso,
                del più eroico sacrificio. Ad essi dunque, bene giunga, sulle soglie dell’anno novello, col
                pieno riconoscimento di tanti meriti, il mio incitamento fervido e la mia affettuosa parola
                d’augurio. Generale A. Mannerini”.
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