Page 140 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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che non poteva assolutamente dirsi militare bensì, tutt’al più, paramilitare . Tale
esperienza fu superata con la costituzione dei Battaglioni mobili dei Carabinieri
e contestualmente anche dei Reparti Celeri del Corpo delle Guardie di Pubblica
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sicurezza . In effetti, tale scelta fu dovuta anche alla volontà dell’Esercito e dei
suoi vertici di sottrarsi a compiti del genere che non erano percepiti come propri
da parte degli stessi militari di leva. Tali incombenze, pertanto, furono assolte
“schierando una prima linea di reparti mobili di polizia, di carabinieri e di guardie
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di pubblica sicurezza” .
In effetti, con la fine della Guerra, si pose il problema di rivedere il sistema
di ordine pubblico tanto che immediatamente connessa alla fine delle ostilità è la
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rinascita dei battaglioni mobili . Infatti, questi furono ricostituiti già nell’agosto
del 1945 nel numero di dodici secondo la seguente organizzazione: nel territo-
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rio della 1 Divisione Carabinieri Pastrengo di milano vi erano stanziati i batta-
a
a
glioni di Torino, Milano, Genova e Padova; nell’ambito 2 Divisione Carabinieri
Podgora di Roma i battaglioni di Bologna e di Firenze, i battaglioni Lazio, Roma
e Cagliari; infine, dipendevano 3 Divisione Ogaden di Napoli i battaglioni di
a
Napoli, Bari, e Palermo. I battaglioni mobili furono posti alle dirette dipendenze
dei comandi Legione Carabinieri organismi retti da colonnelli responsabili, per
28 Sulle attività della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, in particolare, cfr. GiAn
luiGi GAtti, Verso un esercito volontario del Regime: la Milizia, relazione tenuta al
convegno di Storia Militare organizzato dalla Commissione Italiana di Storia Militare “Le
Forze Armate e la Nazione italiana 1915-1943”, Roma 22-24 ottobre 2003 i cui atti sono
stati successivamente stampati, coMMissione itAliAnA di storiA MilitAre, Le Forze Armate
e la Nazione italiana (1915-1943), Roma, 2004, ma stampato da Agenzia Industria Difesa
– Stabilimento Grafico Militare Gaeta nel 2005. Sul punto anche GiorGio rochAt, Giulio
MAssobrio, Breve storia dell’esercito italiano dal 1861 al 1943, Torino, Einaudi, 1978, p.
213. Con una carrellata di più ampio respiro dedicata ai reparti carabinieri per l’ordine
pubblico, rosArio cAstello, Breve riflessione di carattere storico sui battaglioni mobili
carabinieri in “Rassegna dell’Arma dei Carabinieri” a. anno LII - n. 4 ottobre/dicembre
2004, pp. 89-99. L’autore tratta con alcuni cenni l’evoluzione ordinativa e di impiego dei
battaglioni medesimi dal 1920 al 2004. Sull’attività dell’organizzazione mobile dell’Arma
dei Carabinieri si rinvia a Flavio Carbone Relazione dal titolo “I battaglioni mobili dei
Carabinieri nel primo dopoguerra: la militarizzazione dell’Arma dei Carabinieri Reali
nella conduzione dell’ordine pubblico” presentata al Convegno Internazionale “La Polizia
Militare. Military Policing” tenutosi presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università
di Messina l’11 e il 12 dicembre 2009, atti in corso di stampa.
29 Questi furono costituiti nel 1947; sul punto si rimanda a G. bArbonetti, l’evoluzione
dell’Arma nei primi decenni della Repubblica cit., p. 217.
30 eneA cerquetti, Le Forze Armate italiane dal 1945 Al 1975, Milano, Feltrinelli, 1975, p.
26.
31 Se non diversamente indicato, per quanto riguarda l’evoluzione dell’organizzazione mobile
dell’Arma si rinvia a r. cAstello, Breve riflessione cit., pp. 89-99.
32 Decreto Legislativo Luogotenenziale 31 agosto 1945, n. 603.

