Page 135 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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Gruppo di carabinieri appartenenti ai reparti operanti in Sicilia
contro il brigantaggio, alla fine degli anni ‘40
ralizzazione” che ebbe grosse conseguenze che andarono ben oltre il morale del
personale. Infatti, in parallelo a tale operazioni, anche le disponibilità di fondi per
l’ammodernamento delle armi, delle uniformi e in generale delle tecnologie subi-
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rono pesanti interventi di riduzione che si riverberarono anche sulle infrastrutture .
Il contrasto alla criminalità comune
Va subito precisato che la presenza di una agguerrita criminalità comune si
fece sentire su tutto il territorio nazionale. Così, a titolo di esempio, nel solo 1946,
vi furono 1957 omicidi volontari in Italia (all’epoca ancora privata di alcune
provincie del Nord, non ancora tornate sotto sovranità nazionale) e 101 militari
dell’Arma persero la vita nell’esecuzione del servizio. In ogni caso, l’impegno
dell’Istituzione per sostenere il ritorno alla normalità fu ricompensato. In parti-
colare: gli omicidi diminuirono: “1.373 nel 1947, 1.069 nel 1948, 849 nel 1949,
774 nel 1950. Un andamento analogo si verifica per ogni altro genere di crimine.
22 si veda Pier PAolo MeccAriello, Le Forze di Polizia militari nel Dopoguerra cit. che, a
p. 228, sottolinea la migliore riorganizzazione in termini materiali e di equipaggiamenti.
Sulla ruralizzazione, GiAncArlo bArbonetti, L’evoluzione dell’Arma nei primi decenni
della Repubblica, in coMMissione itAliAnA di storiA MilitAre, Le Forze Armate e la
Nazione italiana, Roma, 2005, pp. 213-223 e, in particolare, p. 218.

