Page 333 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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                La stampa sottolineava con enfasi che si acquisiva, in tal modo, alla selezione
             sportiva grandi masse di neofiti e si forniva in cambio alla “leva militare” un ele-
             mento gradevole. il giornalista precisava inoltre che i previsti impianti sportivi di
             Bergamo, Firenze, Palermo, Orvieto, Napoli e Taranto potessero essere frequenta-
             ti anche da elementi civili, che dei militari sarebbero stati graditi ospiti. Nel ripor-
             tare una sintesi del discorso del Ministro Taviani, veniva commentato che vi erano
             tracce evidenti di una nuova armonia sportivo-militare, una revisione democratica
             della mentalità preesistente, in quanto si viene finalmente ed implicitamente a
             riconoscere che “lo spirito agonistico sportivo forma il buon soldato”.
                Nella Convenzione veniva confermato il reciproco supporto all’organizzazio-
             ne di grandi manifestazioni sportive di ordine internazionale che impegnassero il
             nome della Nazione: era il preludio alle XVII Olimpiadi del 1960, che vennero
             assegnate a Roma il 16 giugno dell’anno successivo, nella riunione dell’Esecutivo
             del CIO a Parigi. La Città Eterna ricevette 35 voti, contro i 24 di Losanna.
                A partire da quella Convenzione, le Forze Armate, che da sempre avevano
             posto particolare attenzione alla cura e alla pratica dello sport - il sottotenente del
             Genova Cavalleria Gian Giorgio Trissino, vinse, nel lontano 1900, alle Olimpiadi
             di Parigi la prima medaglia olimpica della storia dello sport italiano degli sport
             equestri nella specialità salto in alto – cominciarono a ritagliarsi un ruolo di primo
             piano nel modello sportivo organizzato del nostro Paese.
                Ai Giochi Olimpici invernali di Cortina, brillò la medaglia d’oro del bob a due
             “Italia I”, composta da Lamberto Dalla Costa e Giacomo Conti. Lamberto Dalla
             Costa, appena ventenne, si arruolò come volontario nella Regia Aeronautica, diven-
             tato pilota da caccia arrivò ad indossare i gradi di maresciallo. Pilota d’aerei milita-
             ri e di elicotteri, fu medaglia d’argento al valor militare. Sempre dell’Aeronautica
             Militare era l’altro componente del bob a due, il maggiore Giacomo Conti. Quello
             del duo Dalla Co-
             sta-Conti  fu  l’u-
             nico oro del me-
             dagliere  azzurro
             all’Olimpiade  di
             Cortina,  che  pre-
             cedette di oltre un
             secondo “Italia II”
             di  Eugenio  monti
             e Renzo Alverà.
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