Page 338 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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338 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
intercorsi con le autorità civili e con i Comandi dei Vigili del Fuoco, il 5° CMT
(Comando Militare Territoriale) di Padova ed il 6° CMT di Bologna attivano con
immediatezza le dipendenti unità, alle quali si aggiungono unità del 3° C.A. (Corpo
di Armata) di Milano. Le truppe prendono ad affluire con la massima celerità
possibile nel Polesine che, per lo svolgimento ordinato dell’opera di soccorso,
viene ripartito come segue:
- V Comiliter: Zona a nord del Canal Bianco, escluso l’abitato di Adria;
- VI Comiliter: Zona a sud del Canal Bianco, compresa tra il meridiano di
Villanova Marchesana a ovest e il meridiano di Reticella a est (abitato di Adria
incluso);
- Vigili del Fuoco di Ferrara: zona a sud del Canal Bianco, a ovest del meridiano
di Villanova Marchesana.
Queste tre zone di intervento rimarranno attive per 27 giorni fino al 5 dicembre,
quando verrà meno l’esigenza nei suoi aspetti più salienti.
Il coordinamento con i Vigili del Fuoco di Ferrara è indicativo della sinergia tra
militari e civili costituendo un modello di cooperazione che sarà ripreso in seguito
in ogni evento calamitoso e che entrerà a far parte del patrimonio genetico delle
Forze Armate italiane.
Gli interventi svolti in prevalenza da unità tecniche del Genio, dotate di mezzi
speciali, vengono condotti con un organizzazione che, nonostante la complessità
della situazione e le proibitive condizioni dell’ambiente e del clima (fango,
strade interrotte, ponti crollati, insidie subacquee, pioggia, freddo, nebbia), si
rivela efficiente in tutti i suoi aspetti tecnico-operativi, grazie anche allo spirito
di solidarietà e di altruismo con cui tutti Alti Comandi e Ufficiali, Sottufficiali
e militari di truppa delle unità impegnate affrontano i compiti loro assegnati per
salvare il maggior numero possibile di vite umane nonché capi di bestiame, viveri,
masserizie, autoveicoli, attrezzi agricoli.
All’opera di salvataggio delle popolazioni del Polesine partecipano anche la
Marina e l’Aviazione. Validissimo fu l’apporto delle forze lagunari di Venezia
e del Battaglione San Marco in totale 204 unità con 47 battelli. L’Aeronautica
garantì l’assistenza e il trasporto dalla zona alluvionata. Inestimabile, come
sempre, il contributo ai soccorsi dato dall’Arma dei Carabinieri; in particolare le
locali stazioni dei Carabinieri costituiscono, vista la distribuzione capillare e la
conseguente conoscenza del territorio e dell’ambiente, la forza di più immediato
intervento in attesa che migliaia di carabinieri vengano fatti affluire dalle varie
legioni con immediate operazioni compiute in collegamento con le altre forze
militari, con la Polizia e i Vigili del Fuoco. La Guardia di Finanza provvede alla
mobilitazione immediata e sospende il normale servizio di istituto garantendo
però la difesa degli uffici finanziari e dei depositi dei generi di monopolio e di
zuccherifici, al fine di garantire la conservazione ed il recupero delle cospicue
giacenze necessarie al momento del bisogno. La Guardia di Finanza utilizza,

