Page 336 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
P. 336
336 L’ItaLIa 1945-1955, La rIcostruzIone deL Paese e Le Forze armate
- Ponte votivo del Redentore a Venezia e predisposizioni per l’eruzione dell’Etna
(1950);
- La grande alluvione del Polesine (1951);
- Crollo di una galleria a Mignano Montelungo, alluvione del Panaro (1952);
- Frane e crollo di un ponte sul ponte sul fiume Trebbia. Alluvione di Reggio
Calabria (1953);
- Grandi nevicata in Abruzzo ed esperimenti sui raggi cosmici a Milano (1954).
In queste principali occasioni, vennero svolti numerosi interventi di tipologia
differente e complessa, soprattutto relativa alla parte infrastrutturale, quali ad
esempio costruzione ed ampliamento di strade, superamento di interruzioni
stradali e la realizzazione di ponti ferroviari.
In tale quadro si rese necessario porre in essere attività tecniche di elevato
livello quali: demolizioni varie di fabbricati e di strutture pericolanti realizzati
con esplosivi, bonifica di ordigni esplosivi, ricostruzione di linee telefoniche,
nonché interventi, per arginare gli straripamenti di fiumi e torrenti e interventi
antincendio. Le Forze Armate si prodigarono anche in attività atipiche di assistenza
alla popolazione quali l’assistenza ai poveri, l’avviamento agli studi, tramite, ad
esempio, le scuole reggimentali, la distribuzione di pasti sia in tempi ordinari
sia soprattutto nei periodi di crisi dovuti a calamità, l’allestimento di campi di
raccolta ed infine la formazione di nuclei sanitari contro le epidemie di tifo.
A queste attività principali, condotte congiuntamente e in stretta cooperazione
tra le diverse Forze Armate si affiancò una tipologia tipica di interventi soprattutto
nel periodo tra il 1945 e il 1947. In particolare si dovette provvedere al rimpatrio di
prigionieri, alle operazioni di bonifica dei porti e dragaggio dei mari (completate
nel 1950) e al rifornimento idrico in particolare delle isole. Dal 1944 era stato
necessario contribuire alla sinergia di trasporti per il servizio pubblico di autorità,
di profughi e civili, di confinati politici, di detenuti alle Tremiti, di personale e
materiale per i seggi elettorali alle isole, dei giovani italiani a suo tempo evacuati
dalla Libia ed infine anche dei valori della Banca d’Italia.
Queste attività furono attività onerose in termini di materiali e mezzi, e non
semplici dal punto di vista tecnico operativo, prendiamo ad esempio l’allagamento
in Piemonte del 1948 ove fu necessario un impegno delle Forze Armate, in
particolare dell’Esercito con: 10.400 giornate lavorative; 600 giornate automezzi;
70 giornate autobotti; 12.000 Km percorsi; 2.400 tonnellate di fango sgomberate.
Oltre a queste attività su strada e di lavori, il periodo 1945-1955 fu caratterizzato
dall’esecuzione di interventi particolari di tipo tecnico non necessariamente
di immediata utilità per le pubbliche calamità ma comunque necessari alla
collettività e la cui esecuzione però conferiva alle unità militari l’acquisizione di
capacità tecniche di altissimo livello, fondamentali per fronteggiare successivi
eventi calamitosi. Tale ad esempio fu la realizzazione nel 1950 di un ponte votivo
in materiale componibile su barche sul canale della Giudecca in occasione della

