Page 367 - Atti 2012 - L'Italia 1945-1955. La Ricostruzione del Paese e le Forze Armate
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             delle diplomazie di Roma e Belgrado volto a rinforzare le rispettive posizioni in
             attesa della conferenza di pace che avrebbe dovuto dirimere definitivamente la
             controversia. Sul fronte italiano, ciò si concretizzò in un costante impegno per la
             sensibilizzazione politica dell’amministrazione Truman che produsse in settem-
             bre un invito a prendere parte ai lavori della riunione londinese del Consiglio dei
             Ministri degli Esteri. Pur se relegati ai margini del dibattito, il Primo Ministro
             italiano Alcide De Gasperi e il rappresentante jugoslavo Edvard Kardelj ebbero
             per la prima volta modo di esporre le proprie opinioni sulla problematica di fronte
             al consesso dei vincitori della guerra. L’incontro ebbe tuttavia esiti negativi: ap-
             purata l’impossibilità di procedere a trattative dirette italo-jugoslave o indirette tra
             le quattro potenze, si decise su proposta americana di istituire una commissione
             quadripartita incaricata di studiare il tracciato di una linea confinaria basata preva-
             lentemente su principi etnico-linguistici. Dalle indagini sul territorio, risultarono
             quattro possibili frontiere che rispecchiavano apertamente le inclinazioni più o
             meno filo-italiane o filo-jugoslave dei diversi governi coinvolti. La linea america-
             na, come prevedibile, ricalcava maggiormente le richieste di Roma, proponendo
             una versione etnicamente più corretta delle proposte di wilsoniana memoria avan-
             zate al termine del primo conflitto mondiale. La linea sovietica difendeva invece
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