Page 228 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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228                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

              Intorno alle 8 del mattino inizia lo scambio di fucileria con gli austriaci, circa una
           compagnia di cacciatori tirolesi che si trovano sulle alture a difesa del paese. Gli au-
           striaci schierati intorno all’abitato sono circa 1200, ed appartengono ad un reggimento
           di tirolesi.
              Il nutrito fuoco dei bersaglieri costringe i difensori a ripiegare dall’altra parte del
           fiume, dove si trovano altre cinque compagnie austriache con quattro pezzi d’artiglieria.
           Mentre è in atto la scaramuccia, interviene l’artiglieria austriaca sulla destra dello schie-
           ramento sardo piemontese senza interrompere il movimento offensivo.
              La cittadina viene occupata d’impeto, alla baionetta. Gli austriaci sono costretti a
           passare sulla sponda sinistra del Mincio e, per impedire il passaggio ai bersaglieri che
           li incalzano, fanno brillare le cariche predisposte e saltare un arco del ponte, che però
           rovina solo in parte sul lato sinistro a causa della crescita del fiume, che per le piogge,
           aveva reso inservibili parte delle mine. I bersaglieri assaltano, correndo sulle mace-
           rie, e continuano vigorosamente l’azione mentre gli austriaci si ritirano definitivamente
           dall’abitato di Goito.
              Durante lo scontro viene ferito gravemente anche il Colonnello La Marmora, il fon-
           datore del Corpo, mentre conduce il primo assalto in testa alla 2^ compagnia e dopo le
           prime cure viene trasportato a Cremona.
              Passato il fiume si pongono a difesa con i loro pezzi di artiglieria e approfittando
           della copertura della vegetazione mantengono un fuoco “micidiale ed ininterrotto” per
           circa cinque ore.
              Frattanto, guidati dai generali d’Avillard e Trotti i battaglioni della Brigata Regina
           penetrano nel paese di Goito, prendendo posizione nei pressi di porta Torre, dove schie-
           rano due pezzi di artiglieria che iniziano subito a far fuoco sull’avversario sostenendo
           l’azione dei propri fanti.
              Occupato il paese il generale Trotti fa intervenire il Battaglione Real Navi e lo dirige
           verso il ponte: “Una grandine” di palle a mitraglia e l’interruzione del ponte stesso ne
           impediscono il passaggio e costringono il maggiore comandante del battaglione Real
           Navi, anch’esso gravemente ferito, a ripiegare.
              A questo punto, per superare il momento di crisi e spronare i soldati, il comandante
           della Divisione, si lancia all’attacco  al grido di “Viva il Re”. Questo intervento rincuora
           i fanti di marina che riprendono l’attacco al fianco dei bersaglieri, sostenuti dai batta-
           glioni delle Brigate Regina ed Aosta.
              A valle di Goito intanto i bersaglieri Mantovani del Capitano Griffini sostengono
           l’azione dei soldati schierati nei pressi del ponte. A sostegno dei bersaglieri viene inviata
           anche la 2^ compagnia granatieri del capitano Paul.
              Per sostenere l’azione della fanteria, il comandante della Divisione ottiene dal Co-
           mando del 1° Corpo d’Armata di far avanzare  quattro pezzi d’artiglieria (5^ da batta-
           glia). Dato che questa tarda a schierarsi il capitano Giustiniani va a prendere una sezione
           della 6^ Batteria da Battaglia (tenente Colli) cui ben presto si unisce una sezione dell’8
           batteria (sottotenente Ricca). I pezzi sono subito messi in batteria ed iniziano a colpire
           le posizioni mantenute dai tirolesi, Uno dei pezzi viene schierato all’imbocco del ponte,
           ma dopo aver battuto duramente l’avversario, grazie all’abilità del puntatore, il caporale
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