Page 257 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
P. 257
257
ActA
La guerra narrata.
Le Forze Armate italiane e la ‘guerra dei Boxer’ (1900-1901)
nel racconto delle fonti coeve
Gianluca PASTORI
a campagna per il contrasto e per la soppressione della rivolta dei Boxer, in Cina,
L fra il 1900 e il 1901, ha rappresentato un significativo esempio di collaborazione
multinazionale ante litteram, posta in essere in tempi stretti, in una situazione particola-
re e a fronte di pesanti vincoli logistici e operativi. Prodotto dell’improvviso deteriorarsi
della crisi ‘di lunga durata’ dell’Impero mancese, essa ha coinvolto otto contingenti na-
zionali (Austria-Ungheria, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Italia, Russia
e Stati Uniti), schierati nel corso di quattro mesi, fra gli inizi di giugno e la seconda metà
di settembre 1900 per una consistenza totale di oltre 60.000 effettivi. A questi occorre
aggiungere i 100.000 uomini circa schierati dalla Russia a difesa delle retrovie, delle fer-
rovie e delle infrastrutture in realizzate o in corso di realizzazione in Manciuria, e quelli
delle forze navali schierate nelle acque della Cina o nella loro prossimità, in maniera più
o meno permanente, dalle diverse Potenze coinvolte nell’intervento.
Sul piano storico come su quello operativo, la campagna può essere divisa in due
fasi. (1) Le operazioni del periodo giugno-agosto 1900 per la difesa dei principali inse-
diamenti occidentali (come il quartiere delle Legazioni di Beijing ) e il loro disimpegno
dall’assedio nemico; in questa fase, l’aggregazione dei contingenti avviene in modo
pressoché spontaneo, partendo da personale presente sul territorio, delle unità navali
alla fonda nella baia di Bohai, distaccato dalle basi più prossime delle Potenze impe-
rialiste (Filippine, India, Indocina) o proveniente dal Giappone. (2) Le operazioni del
periodo settembre 1900-settembre 1901, condotte dopo la ‘liberazione’ delle Legazioni,
l’arrivo dei vari corpi di spedizione e il passaggio dell’iniziativa nelle mani del contin-
gente internazionale; in questa fase, le operazioni sono tese alla soppressione dei residui
focolai insurrezionali, alla sconfitta delle forze imperiali, al presidio del territorio e, in
un quadro più ampio, a mettere sotto pressione l’imperatrice vedova Cixi e la Corte per
capitalizzare in termini politici e diplomatici il successo militare.
Sebbene, in questa seconda fase, le necessità e le improvvisazioni dei mesi preceden-
ti facciano spazio a una maggiore organizzazione e a una maggiore attenzione alle impli-
cazioni generali dell’intervento, l’intera esperienza è caratterizzata da tensioni e rivalità
che una diffusa letteratura popolare contribuisce a pubblicizzare. A livello narrativo,
anche il racconto della ‘guerra dei Boxer’ si inserisce, infatti, nel quadro più ampio di un
‘genere coloniale’ che fra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, in clima di imperate
‘jingoismo’, si era imposto come dotato di un’identità propria, con proprie immagini e
propri artifici e, soprattutto, con una proprio complesso di stereotipi più o meno radicati.

