Page 260 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
P. 260

260                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           Il contingente italiano in Cina, fra realtà e narrazione
              Per l’Italia, le vicende della guerra assumono un valore ancora più particolare. Parte
           del piccolo contingente italiano a Beijing è coinvolto nella difesa (simbolicamente im-
           portante) della Cattedrale di Pei T’ang, insieme a personale francese. Esso sarebbe stato
           inoltre schierato, insieme a personale giapponese, nella difesa del settore settentrionale
           del perimetro, dove era alloggiata parte dei cristiani cinesi che aveva cercato riparo
           all’ombra delle Legazioni. Inoltre, anche a causa della sua posizione eccentrica rispet-
           to alle altre rappresentanze, la Legazione d’Italia è fra le prime a essere abbandonate
           (22 giugno), insieme con quelle del Belgio, dei Paesi Bassi e dell’Austria-Ungheria.
           In termini di prestigio nazionale, la necessità per l’Italia di un impegno visibile nella
           spedizione delle ‘Otto Potenze’ era, quindi, inderogabile. Pur limitato per consistenza
           numerica (1.965 uomini agli ordini del colonnello Garioni, in seguito, fra l’altro, Go-
                                                  10
           vernatore della Tripolitania e della Cirenaica ), esso costituì uno sforzo notevole sia sul
           piano finanziario, sia su quello logistico, per un Paese che faticava a staccarsi dalla sua
           posizione di ‘ultima delle grandi [Potenze] o prima delle piccole’.
              Altri elementi giustificavano questa scelta. Gli interessi italiani in Cina erano limi-
           tati, specie se paragonati a quelli di altre Potenze. Il rifiuto del governo imperiale ad
           acconsentire alle richieste avanzate sulla baia di Sanmen (1899) e le critiche che, in
           tale occasione, la stampa internazionale aveva rivolto all’azione di Roma erano ancora
           brucianti; di fatto, l’Italia ‘era diventata la prima e l’unica potenza occidentale a vedere
                                                                                   11
           le proprie richieste territoriali in Cina respinte alla fine del diciannovesimo secolo’ . An-
           che la tutela dei missionari e dei cristiani cinesi, bersaglio della violenza dei Boxer, da
           parte della ‘laica’ Terza Repubblica francese e delle Potenze protestanti (Gran Bretagna
           e Stati Uniti) appariva più solida delle ambizioni nutrite da un’Italia ancora alle prese
           con gli strascichi della ‘Questione romana’. Sulla spedizione gravava, infine, la doppia
           ombra del disastro di Adua (1896) e della crisi sociale-politica che, nel ‘lungo tramonto’
           del XIX secolo, aveva coinvolto le Forze Armate e la stessa Corona, culminando – in
           termini materiali e simbolici – nell’assassinio di Umberto I a Monza, pochi giorni dopo
           la partenza del Corpo di spedizione, il 19 luglio 1900.
              Anche da questo punto di vista, quindi, la partecipazione alle operazioni in Cina
           costituiva un passaggio importante. Esso avrebbe dovuto rappresentare sia la (ri)affer-
           mazione delle capacità operative delle Forze Armate italiane, sia lo strumento per affer-
           mare ‘in concreto’ l’immagine e le potenzialità del Paese agli occhi delle altre Potenze
           europee. Nei fatti come nelle percezioni, tuttavia, lo sforzo posto in essere sin dalle


           10    Sull’operato del contingente italiano in Cina cfr. ministero deLLA GuerrA, stAto mAGGiore deL r. esercito
              - uFFicio storico, La spedizione italiana in Cina (1900-901), a cura di A. tosti, Roma, 1926. Più recente-
              mente, cfr. L. de courten - G. sArGeri, Le regie truppe in Estremo Oriente. 1900-1901, Roma, 2005, spec.
              pp. 240 ss., e s. ALes, Il Corpo di spedizione italiano in Cina, 1900-1905, Roma, 2012. Sul ruolo della Marina
              cfr., per tutti, m. VALLi, Gli avvenimenti in Cina nel 1900 e l’azione della R. Marina Italiana, Milano, 1905;
              uFFicio storico deLLA r. mArinA, L’opera della R. Marina in Cina. Dall’assedio delle Legazioni nel 1900
              al 1930, Firenze, 1935, e, più recentemente, c. PAoLetti, La Marina italiana in Estremo Oriente. 1866-2000,
              Roma, 2000, spec. pp. 29-106.
           11    s.A. smith, Imperial Designs. Italians in China, 1900-1947, Madison, NJ, 2012, pp. 8-11 (10). In un’altra
              prospettiva cfr. PAoLetti, La Marina italiana..., cit., pp. 22 ss.
   255   256   257   258   259   260   261   262   263   264   265