Page 264 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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264 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
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si muovono in un buio d’inchiostro a pochi passi di distanza’ . Nonostante i giudizi
positivi sulla sostanziale saldezza del settore italiano del perimetro, il riconoscimento
del ruolo svolto dai marinai italiani nella difesa della Cattedrale di Pei T’ang o, succes-
sivamente, la buona impressione lasciata dai Bersaglieri (‘soldati forti e vigorosi’ ... ‘il
loro aspetto è efficiente [workmanlike] e curato [smart] e il loro ritmo di marcia davvero
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stupefacente’ ) e, più in generale, dall’intero corpo di spedizione (‘del quale tutti parla-
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no bene’ ), su di esse aleggia il pregiudizio di un’inferiorità generalmente riconosciuta
e che, ancora una volta, trova il proprio contraltare in un’altrettanto generalmente rico-
nosciuta superiorità anglosassone.
Public opinion has made the commander-in-chief distribute the British marines in
many of the exposed positions, and thus allow inferior fighting forces to garrison the
interior lines. Twice last week, before this redistribution had been completed, there was
trouble with both the Italian and the Austrian sailors and some volunteers. Posts of them
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retreated during the night...
‘Gli italiani non si battono’
Sotteso a questi giudizi e a queste rappresentazioni, sembra, quindi, operare uno dei
miti più saldi e ricorrenti fra quelli che punteggiano la storia d’Italia: quello secondo cui
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‘gli italiani non si battono’ . Esso gioca un ruolo importante nell’improntare il dibattito
politico e culturale nazionale proprio negli anni compresi fra la fine del XIX e l’inizio
del XX secolo, quando, in concomitanza con il suo nuovo aprirsi alla scena internazio-
nale, la classe dirigente del Regno si pone la necessità a sanare quella che – agli occhi
di molti – appariva come la tabe principale del Risorgimento “storico”: l’incapacità di
forgiare, insieme a un’Italia nuovamente unita e grande, degna di quello che era sentito
e vissuto come il suo ‘nobile’ retaggio, un nuovo tipo d’italiano, se necessario attraverso
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lo spesso auspicato ‘tiepido, fumante bagno di sangue nero’ . Grandezza politica e gran-
21 ‘the vague uneasiness which overcomes everyone when dozens of the enemy are moving in the inky black
only a few feet off seems more than they can stand’ (PutnAm WeALe, Indiscreet Letters..., cit., p. 118).
22 G. cAsserLy, The Land of the Boxers. Or China under the Allies, London, 1903, p. 54; c.c. diX, The World’s
Navies in the Boxer Rebellion (China 1900), London, 1905, p. 200; sulla difesa della Cattedrale di Pei T’ang
cfr., fra gli altri, The Boxer Rising. A History of the Boxer Trouble in China. Reprinted from the ‘Shanghai
Mercury’, s.l. [Shanghai], 1900, spec. pp. 117-20; sulla esposizione e – al contempo – sulla sostanziale solidi-
tà del settore italiano del perimetro delle Legazioni cfr., ad es., Lynch, The War..., cit., pp. 127 ss.; contra cfr.
PutnAm WeALe, Indiscreet Letters..., cit., spec. p. 118, secondo cui ‘la perdita del [loro] comandante [ferito
nella sortita del 1° luglio] ha reso le posizioni italiane più inutili che mai’.
23 cAsserLy, The Land..., cit., p. 54
24 PutnAm WeALe, Indiscreet Letters..., cit., p. 148.
25 G. beLArdeLLi, ‘Gli italiani non si battono’, in G. beLArdeLLi - L. cAFAGnA - e. GALLi deLLA LoGGiA - G.
sAbbAtucci, Miti e storia dell’Italia unita, Bologna, 1999, pp. 63-69.
26 s. levis sullaM, Il primo “tiepido, fumante bagno di sangue nero”. Note sulla cultura di guerra dell’Italia
liberale (1870-1911), in P. Del neGro - e. Francia (a cura di), Guerre e culture di guerra nella storia d’I-
talia, Milano, 2011, pp. 81-94. Più diffusamente cfr. i contributi in Gli italiani in guerra. Conflitti identità e
memorie dal Risorgimento ai nostri giorni, vol. 2, Le “Tre Italie”: dalla presa di Roma alla Settimana Rossa
(1870-1914), a cura di M. isnenGhi e s. levis sullaM, Torino, 2009.

