Page 297 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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          po”, il ritmo dell’azione. Variare la velocità con cui lo si percorre significa evitare sche-
          mi ripetitivi che l’avversario possa identificare, ed è questo che gli impedisce di adattarsi
          ad una situazione in rapido cambiamento. Un’interpretazione troppo letterale del ciclo
          che porta il suo nome svuota quindi di significato un aspetto fondamentale della teoria di
          Boyd, vale a dire la capacità di sviluppare e rimodellare i propri schemi di orientamento,
          ed è questo ciò che in larga misura venne a mancare sull’Isonzo. Del resto anche oggi,
          un’eccessiva fiducia nelle soluzioni proposte dalla tecnologia e la definizione di schemi
          d’azione troppo rigidi, possono portare a essere troppo prevedibili e incapaci di adattarsi
          a un ambiente in continua mutazione.



              Per una più ampia trattazione del tema della ricognizione tattica e dell’osservazione
          aerea nell’aviazione italiana nella Grande Guerra si veda B. Di Martino, Ali sulle trin-
          cee, Ufficio Storico Stato Maggiore Aeronautica, Roma, 1999.
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