Page 294 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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294 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
fu allestito un campo lancio-messaggi a Medeol (S. Lorenzo di Mossa), attrezzato anche
per permettere l’atterraggio di velivoli in difficoltà, da dove il contenuto delle comunica-
zioni veniva trasmesso telefonicamente ai comandi interessati. I velivoli da ricognizione
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del II Gruppo, e in particolare della 21 Squadriglia, messa a disposizione della 48 Di-
visione operante nella zona del San Marco, svolsero inoltre il servizio di collegamento
con la fanteria, volando a bassissima quota per rilevare i dischi bianchi portati dalle
prime ondate. Infine 26 velivoli da ricognizione e 20 da caccia, che fornirono anche la
scorta a un gruppo di Caproni, parteciparono all’azione del 23 maggio sulle retrovie
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nemiche nel settore della 3 Armata. Due giorni dopo 26 ricognitori e 13 caccia furono
impiegati allo stesso modo sulla conca di Britof, su Gargaro e sul rovescio del Monte
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Santo. Nessun ricognitore della 2 Armata andò perduto in combattimento, ma vi furono
numerosi atterraggi forzati per panne motore o danni causati dai colpi incassati. Un tale
risultato è da attribuirsi sia all’oggettiva inferiorità dell’aviazione austro-ungarica, sia
all’efficacia del servizio di crociera svolto dalle squadriglie e dalle sezioni da caccia, che
dall’alba al tramonto mantennero in volo tra Tolmino ed il Vippacco pattuglie di due ve-
livoli. Ciò valse da un lato a ostacolare l’azione dei ricognitori austro-ungarici, dall’altro
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a fornire protezione indiretta a quelli italiani.
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Sul fronte della 3 Armata l’intervento dell’aviazione si articolò secondo le stesse
linee guida. Il servizio d’artiglieria fu affidato a quello dei due gruppi a disposizione che
dava maggiori garanzie per addestramento, esperienza, disponibilità di personale e mezzi
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tecnici, e quindi al V, che vi impegnò le squadriglie 42 , 43 e 44 , di stanza a Medeuzza
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le prime due e a Gonars la terza. Le tre squadriglie rimasero quindi assegnate ai corpi
d’armata XI, XIII e VII, continuando ad agire su zone ben conosciute cooperando con
comandi con i quali fin dall’autunno era stato raggiunto un buon livello di affiatamento.
La fase di preparazione fu caratterizzata dall’ormai usuale attività di studio del terreno,
sia a vista sia attraverso i rilievi fotografici. Fu curato l’inquadramento del tiro sulle
batterie, sui baraccamenti, sui depositi, sui nodi stradali, senza trascurare obiettivi nelle
retrovie, come Comen, Reifenberg, Goriansko, Kobila Glava, Voiscizza, Temnizza, Ce-
roglie, Prosecco e Nabresina, che costringevano a una prolungata permanenza sul terri-
torio avversario e richiedevano quindi una scorta caccia. Queste missioni, a cui all’inizio
dell’offensiva si affiancò il compito di incrociare lungo la linea del fronte per osservare
l’andamento generale del tiro di distruzione e accertare l’apertura dei varchi nei reticola-
ti, comportarono un largo impiego della radiotelegrafia, impiego che diede ottimi risultati
grazie all’efficienza raggiunta dall’organizzazione a terra. Quest’opera di sorveglianza,
intensificata al momento dello scatto delle fanterie, era uno degli elementi su cui si fonda-
va anche il servizio di controbatteria, nel quale si ottennero risultati promettenti ma non
decisivi. Troppo tempo passava ancora tra la segnalazione e l’intervento dell’artiglieria,
il che, combinato con la limitata disponibilità di medi calibri, l’abile mascheramento
delle batterie avversarie, le modalità stesse di esecuzione del tiro, impediva di eliminare
le fonti di quel fuoco di interdizione e di sbarramento che finiva per soffocare l’attacco.
13 Le unità da caccia del II Gruppo effettuarono 737 voli di guerra (199 per caccia, 385 per crociera, 153 per
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scorta) per un totale di 979 30’ di volo, sostenendo 127 combattimenti aerei, abbattendo entro le linee 10
velivoli avversari ed avendo di contro 11 macchine danneggiate.

