Page 292 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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292                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           campo di battaglia la fisionomia di  reparti polivalenti, adatti a svolgere qualunque tipo
           di missione richiesto dai comandi di corpo d’armata. In realtà si dimostrò impossibile
           uniformare in tempi brevi dotazioni, organici e livello di addestramento, nonché ovviare
           agli inconvenienti derivanti dal fatto che alcune squadriglie erano di recente forma-
           zione e altre avevano appena effettuato od erano in attesa di effettuare il passaggio sul
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           Savoia-Pomilio.  Il compito dell’osservazione del tiro, e più in generale delle ricogni-
           zioni d’artiglieria, rimase così affidato alle squadriglie già d’artiglieria, che avevano la
           preparazione e i mezzi necessari. Le vicende dell’estate avrebbero del resto dimostrato
           la necessità di misure correttive, dal momento che il servizio d’artiglieria continuò ad
           essere svolto con efficacia solo presso quei corpi d’armata che potevano contare sulle
           vecchie squadriglie di specialità. La loro progressiva uscita di scena per l’impossibilita
           di continuare ad operare con i G.3 ed i Farman, e la crescente importanza dell’artiglieria,
           avrebbero portato la crisi a un punto tale da imporre nuovamente la creazione di squa-
           driglie specializzate.
              La nuova struttura dell’aviazione da ricognizione trovò intanto riscontro nell’Istru-
           zione sul servizio di ricognizione aerea, diffusa nel maggio 1917 riprendendo in parte il
           contenuto delle precedenti direttive. Veniva sancita la diversa natura delle missioni, sta-
           bilendo il carattere tattico di quelle che si spingevano fino a 15-20 km dalle linee, dove
           era il campo d’azione delle squadriglie di corpo d’armata, e il carattere strategico delle
           altre, che potevano essere ordinate dal Comando Supremo o dai comandi d’armata alle
           squadriglie d’armata. Nelle norme per il servizio d’artiglieria non c’erano novità sostan-
           ziali. Veniva ribadito che spettava ai comandi d’artiglieria di corpo d’armata indicare
           alle squadriglie i bersagli e assegnare i settori di ricerca, e gli strumenti dell’osservatore
           rimanevano l’apparato radiotelegrafico e la carta al 25.000, da utilizzare sia per riportar-
           vi i risultati delle ricognizioni, sia per identificare i punti di caduta dei colpi, strumenti
           ai quali poteva affiancarsi la macchina fotografica. Qualche elemento di novità c’era
           invece per il servizio di fanteria, sulla base di esercitazioni eseguite nei mesi invernali.
           Scartati i dispositivi di segnalazione ottica perché poco affidabili e del tutto inutilizza-
           bili in particolari condizioni di luce, e accantonato perché troppo laborioso e complesso
           l’impiego degli apparati radiotelegrafici di bordo, veniva stabilito che la fanteria, una
           volta individuato il velivolo, identificato da pennoni colorati sui montanti alari, e ricono-
           sciuto il segnale di chiamata, costituito da una o più fumate, avrebbe eseguito segnali a
           fumata ad intervalli di 25-50 metri. L’osservatore, riportando sulla carta i punti da dove
           questi si alzavano, sarebbe stato in grado di individuare la linea raggiunta, lanciando poi
           un messaggio con questa informazione sul posto di combattimento del comando inte-
           ressato, segnalato da un telo bianco disteso al suolo. L’esperienza del campo di battaglia
           avrebbe dimostrato che se i fumogeni erano ben visibili agli aviatori lo erano altrettanto
           per il nemico. Le fumate sarebbero state quindi sostituite da strisce di tela che, disposte

           9   Tra il febbraio ed il maggio del 1917 erano giunte in zona di guerra le squadriglie da ricognizione di nuova
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              formazione 21 , 22 , 23 , 24 , 38 , 39 , 40 , tutte su S.P.2, 111 , 112  e 113 , su SAML. Avevano invece appena
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              completato la transizione su S.P. le squadriglie 31  e 37  e la stessa era in corso per la 26 , la 28  e la 35  e in
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              programma per la 27 , la 32   e la 36 . La 50  Squadriglia fu invece formata il 10 maggio in zona di guerra
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              con le due sezioni della 46  operanti dal campo di Trissino, nel vicentino, mentre  la 33 , sciolta il 5 maggio,
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              sarebbe stata ricostituita in luglio.
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