Page 288 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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           con “rilievo grafico dei singoli colpi, che viene rimesso al comando di batteria dopo
           atterrato (tiro di inquadramento), con rilievo colpo per colpo segnalato subito in volo
           (aggiustamento del tiro, tiro di smonto e di demolizione), con rilievo dell’andamento
           complessivo segnalato subito in volo (tiro di efficacia)”. Gli scarti rispetto al bersaglio
           vanno indicati in direzione e gittata quando sia nota la posizione della batteria che spara,
           altrimenti rispetto al parallelo e al meridiano passanti per il punto. Le stazioni radio-
           telegrafiche e i posti a terra, indispensabili terminali di collegamento, devono essere
           collocati dove non possano attirare l’attenzione dell’avversario, e possibilmente a breve
           distanza dalle batterie e dal comando d’artiglieria di corpo d’armata con i quali devono
           essere collegati per telefono e mediante portaordini. Nel caso di bersagli non pianificati
           rilevati in volo, ove sia necessario batterli con immediatezza il velivolo deve portarsi
           sulla loro verticale e lanciare da quota prestabilita un petardo a tre fumate:“misurato
           dalla batteria l’angolo di sito dell’apparecchio mentre questo lancia il petardo, si rica-
           va con sufficiente approssimazione la distanza”. Queste norme, che rappresentavano la
           sintesi delle disposizioni emanate fino a quel momento, erano in linea con le possibilità
           dei mezzi a disposizione ed analoghe a quelle in vigore sul fronte occidentale.
              La trasformazione della 9  Squadriglia Aeroplani Farman in 7  Squadriglia per Arti-
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           glieria nel marzo 1916, e nello stesso mese la creazione di altre due montate sulla stes-
           sa macchina, portarono la  consistenza del gruppo ad otto squadriglie, permettendo di
           estendere il servizio ai settori montani del fronte. La 6  Squadriglia, schierata sui campi
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           di Verona e di Asiago, fu messa a disposizione della 1  Armata, la 7  venne dislocata ad
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           Oleis per coprire il settore dell’alto Isonzo, di pertinenza  della 2  Armata e della zona
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           Carnia, l’8 , basata a Belluno, fu posta alle dipendenze della 4  Armata. Nell’ambito
           dei provvedimenti ordinativi che nella primavera interessarono l’intera organizzazione
           aeronautica, con la circolare n.17090 datata 8 aprile dell’Ufficio Ordinamento e Mo-
           bilitazione del Comando Supremo le squadriglie dell’aviazione per artiglieria furono
           rinumerate da 41 a 48, equipaggiate le prime cinque con i Caudron G.3 e le altre con i
           più potenti Farman  MF1914. Il 29 aprile infine la circolare n.18412, al fine di agevo-
           lare l’azione di comando e razionalizzare l’impiego dei reparti, aboliva il comando di
           gruppo e istituiva un Comando di Aviazione per Artiglieria, affidato al tenente colon-
           nello de Siebert e posto alle dipendenze dell’Ufficio Servizi Aeronautici per gli aspetti
           tecnici e disciplinari e del Comando Generale d’Artiglieria per le direttive di  impiego.
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           Le squadriglie furono inquadrate in tre gruppi: il V, squadriglie 41 , 42 , 43  e 44 , alle
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           dipendenze della 3  Armata, il VI, squadriglie 45  e 47 , alle dipendenze della 2 , il VII,
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           con le squadriglie  46  e 48  distribuite tra la 1  e la 4 .
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              L’intensa attività svolta fece sì che le squadriglie operanti sul fronte isontino rag-
           giungessero un elevato livello di efficienza, vedendo lentamente dissiparsi l’atteggia-
           mento di diffidenza che ne aveva così spesso vanificato gli sforzi. Non sempre regole e
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           procedure venivano però rispettate, e ancora in maggio il comando della 3  Armata, pur
           giudicando molto soddisfacente  l’impiego dei mezzi aerei da parte dei corpi d’armata
           dipendenti, doveva lamentare come le squadriglie d’artiglieria fossero spesso distolte
           dai loro compiti, o come vi fosse ancora, in alcuni comandanti di batteria, la tendenza a
           seguire dopo la prima salva di aggiustamento le proprie deduzioni  invece delle indica-
           zioni dell’osservatore.
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