Page 293 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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secondo un codice prestabilito, permettevano ai reparti di inviare anche brevi comuni-
cazioni: avanziamo, urgono rinforzi, siamo fermi, occorre tiro di sbarramento, cessate il
tiro di sbarramento, allungate il tiro, cessate il tiro.
Nel maggio 1917 le due armate dell’Isonzo, dal momento che tale può essere con-
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siderata la Zona di Gorizia operante sulla sinistra della 3ª Armata, avevano a disposi-
zione ognuna due gruppi di squadriglie, rafforzati nella componente da caccia con se-
zioni prelevate dal X Gruppo, e potevano contare sull’apporto dei trimotori Caproni da
bombardamento alle dipendenze del Comando Supremo. Entrambe affidarono a uno dei
due gruppi il servizio d’artiglieria impiegando l’altro in ricognizioni in campo tattico o
strategico, in crociere di protezione, nel servizio di allarme e di scorta, in azioni di bom-
bardamento leggero. Una tale suddivisione era imposta, oltre che dall’esperienza che le
squadriglie dei gruppi V e VI avevano acquisito, dalle difficoltà di approntamento degli
altri reparti. Le squadriglie Savoia-Pomilio soffrivano infatti non solo della carenza di
ufficiali osservatori e di dotazioni specifiche, ma anche dei non pochi inconvenienti di
natura tecnica che ancora presentavano i velivoli.
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Nel settore della Zona di Gorizia alle squadriglie 41 e 45 del VI Gruppo, di stanza
ad Oleis, tra il 12 e il 31 maggio si affiancò nel servizio d’artiglieria una sezione di S.P.
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della 22 Squadriglia del II Gruppo muniti di impianto radiotelegrafico. Il tratto di
fronte interessato era quello tra Loga e il Vippacco, dove erano schierati da nord a sud
i corpi d’armata II, VI e VIII. L’intenso lavoro preparatorio era stato mirato a identifi-
care la struttura della sistemazione difensiva e a determinare la posizione delle batterie,
per poi passare all’inquadramento dei bersagli con ripetute sortite di direzione del tiro.
Iniziata l’offensiva, l’attività fu indirizzata a rilevare le variazioni nello schieramento
dell’artiglieria avversaria a supporto dell’azione di controbatteria. Furono inoltre sorve-
gliate le vie di comunicazione da Chiapovano, le rotabili dell’Altopiano della Bainsizza,
le strade di Schonpass, Reifenberg e Dornberg, segnalando i movimenti di truppe e car-
riaggi. Infine, nella fase di assestamento del fronte, fu rilevata la nuova linea difensiva
imbastita dall’avversario tra Kuk q.711 e il San Marco.
Anche il II Gruppo fu largamente utilizzato a diretto supporto delle forze di terra,
non però per il servizio d’artiglieria che del resto non avrebbe potuto svolgere perché
privo di apparati radiotelegrafici, bensì affiancando le squadriglie del VI Gruppo nella
sorveglianza del campo di battaglia. Per la tempestiva trasmissione delle informazioni
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10 Il Comando della Zona di Gorizia era stato costituito il 30 marzo 1917 in previsione dell’offensiva di primavera
riunendo i corpi d’armata del centro e dell’ala destra della 2 Armata. Le forze aeree a sua disposizione erano
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quelle già agli ordini dello stesso comando d’aeronautica, ridenominato “della 2 Armata e della Zona di
Gorizia”. Quando il 30 maggio fu soppresso, la 2 Armata tornò ad estendere la sua fronte dalla conca di
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Plezzo al Vippacco, con i corpi d’armata IV, XXIV, II, VI ed VIII, mentre il XII della Carnia passò alle dirette
dipendenze del Comando Supremo.
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11 Le altre due squadriglie in organico al VI Gruppo, 24 e 29 , basate a Cavazzo Carnico, operarono in Carnia
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e sul fronte della 2 Armata, al di fuori quindi del teatro della battaglia.
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12 La 21 , la 27 e la 30 operarono in prevalenza nel settore sud del fronte d’attacco della Zona di Gorizia, tra il
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parallelo di Gargaro ed il Vippacco, la 22 e la 40 soprattutto nella zona della Bainsizza. I SAML della 111 a
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e della 113 ebbero invece il compito primario della ricognizioni in profondità, potendo operare senza scorta
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grazie alle loro prestazioni e alla razionale installazione dell’armamento permessa dalla loro architettura a
fusoliera.

