Page 295 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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ActA
Mentre alcuni velivoli delle squadriglie di corpo d’armata si occupavano del servizio
d’artiglieria, altri svolgevano servizio di fanteria volando a bassissima quota per rilevare
la linea raggiunta dalle truppe, raccoglierne le segnalazioni per i comandi e riportarne gli
ordini. Alla prova dei fatti fu subito evidente che dare pratica attuazione alle norme in
materia era tutt’altro che agevole, sia per le limitazioni proprie dei mezzi di comunica-
zione sia per lo scarso affiatamento, che aveva la sua più evidente manifestazione nella
riluttanza della fanteria a esporre i segnali previsti.
Il I Gruppo, oltre alla componente da caccia con le due squadriglie Nieuport 77 e 80
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di Aiello rinforzate da una sezione SPAD della 91 e da due sezioni Nieuport della 78 e
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della 79 , comprendeva i reparti da ricognizione non specializzati d’artiglieria e non do-
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tati di apparati radiotelegrafici. La componente da caccia fu costantemente impiegata in
crociere di protezione lungo la congiungente Monfalcone-Oppacchiasella-Nad Logem,
assicurando nel contempo il servizio di scorta e di allarme, quella da ricognizione, con le
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squadriglie 23 S.P.2 e 36 Farman a S. Maria la Longa, 25 Voisin a Pozzuolo del Friuli,
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2 idrovolanti F.B.A. a Grado, alle quali per similarità di impiego erano state aggiunte
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le squadriglie S.P. 38 di Risano e 39 di Sammardenchia, organicamente inquadrate nel
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V Gruppo, eseguì quotidiane ricognizioni fotografiche e a vista su tutta la regione a sud
del Vippacco. Tra le missioni portate a termine figurano i bombardamenti sui campi di
Prosecco e Sesana, sui cantieri Lloyd di Trieste, sugli impianti ferroviari di Opicina,
sulle posizioni dell’Hermada, intesi anche come rappresaglia ad attacchi aerei su centri
abitati del Friuli e del Veneto, e soprattutto l’azione a massa del 23 maggio sulla zona
di Medeazza e sull’Hermada a cui il gruppo concorse con tutti i velivoli disponibili, 16
ricognitori e 20 caccia, insieme con 8 velivoli del V Gruppo e con quelli messi a dispo-
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sizione dalla 2 Armata e dal Comando Supremo. In quella circostanza diversi velivoli
furono colpiti ma non si ebbero perdite tra gli equipaggi, come del resto durante l’intera
Decima Battaglia dell’Isonzo.
Alcune considerazioni
E’ opportuno a questo punto evidenziare alcuni aspetti delle operazioni aeree sul
fronte dell’Isonzo nei primi due anni di guerra e in particolare di quelle che possono
inquadrarsi nella categoria della cooperazione con le forze di terra. In primo luogo,
nonostante la soppressione della specialità “d’artiglieria”, questa forma di intervento
del mezzo aereo vedeva confermata la sua importanza in presenza di sistemazioni di-
fensive sempre più articolate e profonde e su un campo di battaglia in cui era proprio
l’artiglieria a dettare i tempi dell’azione e a condizionarne gli sviluppi. Nel mese di
maggio tra Tolmino ed il mare furono eseguite non meno di 86 sortite per direzione tiro
a fronte delle 4 di aprile. La presenza delle vecchie squadriglie Caudron aveva fatto sì
che, soprattutto nel settore della 3 Armata, dove aviatori ed artiglieri erano ben affiata-
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ti, i risultati fossero stati soddisfacenti. In prospettiva preoccupavano però le difficoltà
incontrate nell’azione di controbatteria e l’inevitabile uscita di scena dei reparti montati
su Caudron. La sua sostituzione con il Savoia-Pomilio segnava infatti il passo, mentre
il potenziamento dello strumento richiedeva già nell’immediato la disponibilità di un
numero maggiore di squadriglie di corpo d’armata. Il secondo punto da sottolineare

