Page 285 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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          lampade Donath. La complessità delle procedure, l’insufficiente addestramento, i limiti
          stessi dei mezzi a disposizione e, non ultima, la latente sfiducia degli artiglieri, impedi-
          rono che il servizio d’artiglieria avesse il rendimento sperato. Oltre a consentire una più
          efficace azione di controbatteria, un migliore sfruttamento delle possibilità del mezzo
          aereo avrebbe permesso di sviluppare un’azione di sorveglianza e di interdizione, dando
          sicurezza alla fanteria durante il consolidamento delle posizioni raggiunte e arrestando
          sul nascere i contrattacchi austro-ungarici. Queste prime esperienze portarono però a
          una sempre più netta distinzione tra la ricognizione tattica, a cui era affidato il compito
          di rilevare la sistemazione difensiva e i movimenti dell’avversario entro il raggio d’a-
          zione dell’artiglieria, della quale l’osservazione del tiro era una branca specializzata, e
          la ricognizione strategica, operante in profondità alle dipendenze dei comandi d’armata.
             Nel corso dell’estate la situazione migliorò man mano che, con il succedersi delle
          sortite, gli  osservatori acquisivano esperienza e familiarizzavano con il terreno, mentre
          cresceva l’affiatamento tra aviatori ed artiglieri. Sul finire di agosto si ebbe un deciso
          salto di qualità con l’arrivo dei primi apparati radiotelegrafici per impiego aeronautico.
          Questi apparati di fornitura francese, operanti su una lunghezza d’onda di 100-200 me-
          tri, potevano solo trasmettere, e d’altra parte la tecnologia dell’epoca non era in grado di
          fornire ricevitori impiegabili a bordo di un velivolo, ma pur con questo limite la radio-
          telegrafia permetteva di inviare a distanze di qualche decina di chilometri informazioni
          più immediate e complete, usando un codice basato sull’alfabeto Morse. Anche se per
          le comunicazioni da terra era ancora necessario ricorrere ai teli da segnalazione, con la
          radiotelegrafia le squadriglie per l’artiglieria videro crescere significativamente l’effica-
          cia della loro azione. L’iniziale inconveniente della bassa potenza di trasmissione, che
          limitava la portata del segnale e lo rendeva vulnerabile sia alle interferenze occasionali
          che al disturbo intenzionale delle potenti stazioni di terra avversarie, fu in parte superato
          nell’autunno con gli apparati tipo S.F.R. e più tardi con il tipo Marconi, che davano una
          qualche flessibilità nella scelta della lunghezza d’onda. La rete dei collegamenti si arti-
          colava  in stazioni di terra riceventi, distribuite sul territorio e gestite solitamente dalle
          squadriglie, e ricetrasmittenti, dislocate presso i campi di volo. Mentre le prime avevano
          il compito di ricevere le comunicazione dei velivoli e ritrasmetterle a mezzo telefono ai
          comandi di gruppo o di batteria, le seconde dovevano verificare al decollo la sintonia
          e la funzionalità degli apparati di bordo e comunicare alle altre stazioni la partenza e il
          rientro dei velivoli. Rimanendo in ascolto durante la missione  erano poi in grado, ove
          consentito dalla portata, di seguirne l’azione e di intercettare le trasmissioni di stazioni
          avversarie di bordo e di terra, nei confronti delle quali potevano sviluppare un’azione
          di disturbo con l’emissione di segnali rapidi e cadenzati. Dal punto di vista procedurale
          fu stabilito che le trasmissioni dei velivoli fossero precedute da un segnale convenuto,
          facilmente riconoscibile, per dar modo alle stazioni riceventi di identificare quelle di
          interesse, e che venissero ripetute almeno tre volte per aumentare la  probabilità di rice-
          zione anche in presenza di disturbi. Inoltre si cercò di diversificare le caratteristiche di
          trasmissione degli apparati delle squadriglie, per evitare interferenze reciproche.
             Le azioni dell’estate del 1915, nel permettere la faticosa messa a punto di metodi e
          procedure evidenziarono l’inadeguatezza del Parasol Macchi. Guardato con diffidenza
          per la pericolosa tendenza a entrare in vite, il velivolo fu ben  presto penalizzato da
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