Page 282 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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282                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           Guerra la costituzione di squadriglie specializzate da assegnare alle armate e nei mesi a
           venire l’argomento fu a più riprese oggetto di corrispondenza fra lo Stato Maggiore e la
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           Direzione Generale di Aeronautica .
              A fronte di uno stanziamento di cinque milioni di lire, di comune accordo con l’Ispet-
           torato Generale di Artiglieria il numero delle squadriglie fu fissato in cinque, e nell’inten-
           to di disporre di materiale di volo moderno e di caratteristiche adeguate furono ordinati
           alla ditta Macchi 30 esemplari del monoplano biposto Parasol, con la possibilità di un
           secondo ordinativo per altri 36. L’industria nazionale, in questo come in altri casi, non fu
           però in grado di rispettare i programmi e per il dilatarsi dei tempi di fornitura, nonché per
           fronteggiare il previsto sviluppo della specialità, fu deciso di acquisire in Francia alcuni
           esemplari e la licenza di produzione del biplano Caudron G.3 che equipaggiava i reparti
           di aviazione per artiglieria attivi su quel fronte . Più difficile era ovviare alla mancanza
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           di piloti e di osservatori, anche a causa del tempo richiesto per la loro formazione. Mal-
           grado queste difficoltà il 18 marzo 1915, con il dispaccio n.174 la Direzione Generale
           di Aeronautica decretava la costituzione sull’aeroporto di Centocelle, “in via di esperi-
           mento e provvisoria”,  a far data dal 1° aprile, di un gruppo di squadriglie di aviazione
           per l’artiglieria, retto da un ufficiale superiore dell’arma e posto alle dipendenze della
           Direzione Generale di Aeronautica per gli aspetti tecnici e dell’Ispettorato Generale di
           Artiglieria per l’impiego.
              Rimaneva il problema delle comunicazioni. La circolare Missioni Aviatorie in Guer-
           ra, emanata il 10 febbraio dal Battaglione Aviatori, si limitava a stabilire che “...lo zenith
           delle postazioni sarà segnato usando la scatoletta di nerofumo in attesa degli appa-
           recchi  Donath, la segnalazione del risultato sarà fatta per ora mediante lanci di na-
           stri od evoluzioni in volo”. Un segnale convenuto sulla verticale del bersaglio avrebbe
           permesso agli osservatori a terra di determinarne la direzione traguardando il velivolo e
           di calcolarne la distanza in funzione della quota di sorvolo prestabilita e dell’angolo ze-
           nitale. Comuni lenzuola di casermaggio distese al suolo avrebbero invece consentito alle
           batterie di comunicare con l’osservatore in volo. Le Norme per l’impiego delle squa-
           driglie aviatori diramate in maggio nulla avrebbero aggiunto, limitandosi a precisare
           che ulteriori disposizioni per il servizio d’artiglieria sarebbero state diramate in seguito.
           Il dialogo tra il velivolo e le batterie rimaneva affidato all’uso di fumate, segnalazioni
           luminose e manovre prestabilite.


           Le prime offensive sull’Isonzo
              Le difficoltà incontrate nell’allestire i mezzi e nel radunare il personale fecero sì
           che il Gruppo Squadriglie Aviatori  per Artiglieria   completasse le operazioni di mo-
           bilitazione solo il 19  giugno. Agli ordini del maggiore Amedeo de Siebert il reparto,
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           articolato  su  due squadriglie, 1  su Caudron G.3 e 2  su Parasol Macchi, raggiunse il 2
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           luglio il campo di Medeuzza, nei pressi di Cormons. Questa dislocazione si inquadrava
           2  La Direzione Generale di Aeronautica fu creata con il regio decreto n.11 del 7 gennaio 1915 che sancì la
              costituzione del Corpo Aeronautico Militare.
           3  I primi 15 velivoli sarebbero stati consegnati in giugno e nello stesso mese sarebbe stata presentata al collaudo
              anche la prima macchina costruita dalla ditta AER di Torino.
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