Page 279 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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          “I mezzi aerei possono prestare un efficace concorso sia alla esplorazione lontana, sia a
          quella vicina con l’osservazione dall’alto. Si tratta però di mezzi ancora in corso di svilup-
          po; quindi i pochi cenni che qui di seguito vengono dati per il loro impiego non hanno che un
          valore di indicazione generale. I dirigibili e gli aeroplani servono essenzialmente alle esplo-
          razioni strategiche e in casi eccezionali anche per l’esplorazione tattica. L’esplorazione coi
          mezzi aerei, oltre ad essere vasta riesce rapida, comprensiva; e può, in favorevoli condizioni,
          dare in breve tempo al comandante delle truppe un’idea generale della situazione”.
             Tra l’agosto ed il settembre del 1914 queste previsioni sembrarono trovare conferma.
          La ricognizione aerea tedesca tenne sotto costante controllo i movimenti delle armate
          russe nella Prussia Orientale, e le informazioni fornite dagli aviatori furono determinanti
          per la pianificazione e l’esecuzione della manovra di Tannenberg. Sul fronte occidentale
          furono i velivoli dell’Intesa a segnalare tempestivamente il momento in cui l’“ala mar-
          ciante” dell’esercito tedesco, che attraversato il Belgio avrebbe dovuto avvolgere Parigi
          per accerchiare le forze franco-britanniche, modificò la sua direzione d’avanzata. La
          ricognizione aerea creò così le premesse per il contrattacco che sulla Marna ne avrebbe
          arrestato il movimento e segnato il fallimento del piano Schlieffen. Con l’esaurirsi del-
          la “corsa al mare”, e dei tentativi dei due contendenti di sopravanzare ed avvolgere il
          fianco dell’altro, il fronte si stabilizzò e si aprì la lunga stagione della guerra di trincea.

          Ricognizione tattica ed osservazione del tiro
             Il radicale cambiamento di scenario, determinato dal consolidarsi dei fronti trince-
          rati, determinò la necessità di ridefinire il ruolo ed i compiti dei mezzi aerei. Diminuita
          l’importanza della ricognizione a largo raggio, era necessario trovare formule diverse
          che privilegiassero l’osservazione puntuale dei singoli tratti della sistemazione difensiva
          dell’avversario, quale presupposto per qualunque iniziativa a carattere offensivo, e la
          cooperazione con l’artiglieria, in ragione dell’importanza che assumeva il tiro a pun-
          tamento indiretto contro bersagli defilati e non visibili agli osservatori a terra. Era una
          modalità d’azione già sperimentata nelle esercitazioni d’anteguerra ma che ora acqui-
          stava una rilevanza ben maggiore, richiedendo un’organizzazione adeguata e soluzioni
          efficaci per il collegamento tra il velivolo e le batterie. Anche da questo punto di vista
          la Battaglia della Marna confermò l’importanza del mezzo aereo e nei mesi successi-
          vi entrambe le parti ne perfezionarono questa peculiare forma d’impiego. Il problema
          delle comunicazioni aria-suolo fu risolto con il ricorso alla radiotelegrafia, un campo
          nel quale la Germania poté inizialmente far valere la posizione di eccellenza della sua
          industria e l’attenzione con cui lo Stato Maggiore Generale ne aveva seguito ed incorag-
          giato l’attività. Se l’osservazione del tiro aveva bisogno della radiotelegrafia, lo studio
          dettagliato delle posizioni avversarie richiedeva l’ausilio della fotografia. All’aeroplano,
          una delle più alte espressioni della tecnologia dell’epoca, per poter dare un rendimento
          apprezzabile serviva il concorso di altre innovazioni tecnologiche, rese indispensabili
          dal concretizzarsi di nuovi requisiti operativi, a conferma del rapporto immutabile che
          esiste tra tecnologia e dottrina.
             I primi esperimenti di fotografia aerea furono fatti dai franco-britannici nella seconda
          metà di settembre sulla linea dell’Aisne, con risultati peraltro modesti, e nello stesso
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