Page 518 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
P. 518

518                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           fu talmente forte e martellante da condizionare a fondo la mentalità dei civili e dei
           militari americani. Il chiaro obiettivo di questa politica fu di educare la propria opinione
           pubblica e di orientarla verso una visione manichea, che opponeva il mondo della libertà
           a quello della tirannia: la supremazia morale e culturale, che gli Alleati avevano cercato
           di conquistare, passò anche attraverso a queste strategie comunicative.
              Questo, in sostanza, fu il “sostrato” che accompagnò l’arrivo delle truppe americane
           in Europa e la successiva avanzata in territorio tedesco. L’atteggiamento iniziale
           riservato al prigioniero tedesco non potè non risentire di questa visione, tanto assoluta
           e condizionante, e si rifletté in direttive molto esplicite, che imponevano al soldato
           americano, in un primo momento, durezza e distanza:

                  The  German soldier  is  accustomed to and  only respect  the maintenance of  a rigid
                  standard of discipline; he despises and belittles what appears to him to be a low order of
                  discipline, as evidenced by fraternization or an air of friendliness, and unfamiliarity with
                  rules governing the handling of prisoners of war. He has been thoroughly indoctrinated
                  to hate his enemy and believes absolutely in the inferiority of people other than those
                  of Germanic origin. Infractions of military discipline and lack of purposeful handling
                  constitute added evidence to support his beliefs. Accordingly, he must be re-educated and
                  made to realize that he is now in the hands of a superior power . 5
              I prigionieri italiani in America: un’abbondante memorialistica
              E’ fondamentale premettere che la situazione degli italiani negli Stati Uniti fu un
           unicum nel panorama della prigionia della Seconda guerra mondiale: cibo abbondante,
           campi funzionali e ben organizzati, buone relazioni tra detentori e detenuti. Queste
           condizioni rimasero pressoché immutate per tutta la durata del conflitto, con una sola
           variante: dopo l’armistizio dell’8 settembre, solo quei prigionieri che rifiutarono la
           cooperazione assistettero ad un cambiamento radicale nel trattamento ricevuto fino ad
           allora dalle autorità statunitensi. Equiparati improvvisamente ai prigionieri tedeschi ed
           etichettati “fascisti”, questi italiani furono “ghettizzati” in altri campi e separati da coloro
           che avevano firmato l’I promise. Su poco più di 50 000- secondo le stime dello Stato
           Maggiore dell’Esercito Italiano - o esattamente 51 032- come riportano le relazioni del
                                      6
           War Department - furono circa 13 900 gli italiani che non optarono per la collaborazione .
                          7
                                                                                       8
           5    Bundesarchiv (BA) Koblenz, RG 260/OMGUS-Office of Military Government for Germany/ Allied Control
              Authority, Office of Records and Archives- Z 45 F – Z 46, 3/176- 2/13, documento del 5 marzo 1944.
           6    Stato Maggiore dell’Esercito, Ufficio Storico (USSME), Prigionieri ed internati negli Stati Uniti, Diari Storici,
              Seconda guerra mondiale 1940-1945, cartella 2256 A, relazione sulla costituzione delle unità di servizio italiane
              alle dipendenze dell’Esercito degli Stati Uniti d’America indirizzata al Ministero della Guerra, 1. agosto 1944,
              p. 2.
           7    Rimando ai National Archives Records Administration (NARA), College Park, Maryland, RG 389- Records of
              the Provost Marshal General- Pow-Civilian Internee Information Center 1941, box 1, Orientation Fact Sheets del
              War Department, documento datato 21 ottobre 1944, p. 3.
           8    Un numero di esattamente 36 129 aderì al progetto ISU: 2778 erano gli ufficiali e 33 351 i soldati semplici.
              USSME, Prigionieri ed internati negli Stati Uniti, Diari Storici, Seconda guerra mondiale 1940-1945, cartella
              2256 A, relazione sulla costituzione delle unità cit. Sul tema rimando al lavoro di F. Somenzari, 8 settembre
              1943: Gli Stati Uniti e i prigionieri italiani, Aracne, Roma, 2013.
   513   514   515   516   517   518   519   520   521   522   523