Page 521 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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ActA
Inizialmente, Hereford era stato concepito come uno dei tanti centri che avrebbero
ospitato prigionieri, senza distinzione di sorta; solo in un secondo momento il campo
sarebbe diventato il luogo di destinazione esclusiva (a parte un campo alle Hawaii) dei
prigionieri non collaboratori. Le memorie di coloro che furono portati qui in questo
periodo, o che già vi abitavano da alcuni anni, sono numerose e hanno una grande
rilevanza storica per l’insieme di condizioni particolari che si vennero a creare: 910
ufficiali si trovarono a condividere un’esperienza complessa, e per certi versi unica;
Hereford riveste una grandissima importanza per la concentrazione di personalità di
livello, che nel dopoguerra si dedicarono con successo non solo alla scrittura e ad altre
attività intellettuali ed artistiche, ma anche alla politica . Questo campo si distingue oggi
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da tanti altri campi, non solo negli Stati Uniti, ma anche nel mondo, per la quantità di
testimonianze scritte che su di esso sono state prodotte.
Tutti i racconti insistono sull’aspetto della denutrizione, che fu causa per tutti di un
calo di peso di almeno venti chili.
A proposito della starvation, leggiamo qualche riga di Tumiati:
Gli americani hanno cominciato gradualmente a diminuirci le razioni. Prima hanno
chiuso lo spaccio, poi hanno abolito le salse, il burro, l’olio e le altre cose […]; infine
hanno sospeso la distribuzione di ogni tipo di carne, fresca, congelata o in scatola […].
Siamo passati a una specie di magro rancio, molto più misero e scarso di quelli africani
del tempo di guerra .
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Angerilli specifica:
Ridicola la giustificazione, quando le cucine furono private del normale rifornimento
di sale: “non reperibili nei magazzini Amarillo”. Demoniaca trovata, perché i cibi
completamente insipidi sono notoriamente stomachevoli .
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Da altri apprendiamo che per arricchire il pasto, venivano tritate anche le bucce di
patata, che una volta cotte insieme, davano l’idea di una purea dal colore grigio. A detta
dei prigionieri, questo intruglio lasciava nello stomaco una specie di bruciore che durava
per parecchie ore e che grattava dall’interno, come se fosse stata sabbia . Tra i rimedi
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provvisori che i prigionieri trovarono, bisogna citare quello della brillantina: qualcuno
aveva scoperto che questo prodotto, che serviva per fissare i capelli e che lo spaccio
vendeva, conteneva tracce di sostanze saline. Ecco quindi che a Hereford, per qualche
tempo, la brillantina diventò una forma di condimento . Quando gli Americani se ne
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24 Sull’eccezionalità del campo di Hereford e sull’importanza delle memorie scritte dagli italiani che vi passarono
l’ultimo periodo di prigionia, segnalo i saggi di A. Bendotti, Hereford, Texas, Usa. Scritti e memorie dei prigionieri
in “Studi e ricerche di storia contemporanea”, n. 51, giugno 1999, pp. 121-138, E. Lorenzon, Le memorie
dei prigionieri di guerra nel campo di Hereford in “S-Nodi, pubblici e privati della storia contemporanea”,
Napoli 2007 (1), pp. 105-112 e Destinazione: Hereford, Texas, USA in M. Isnenghi (a cura di), Le rotte dell’io,
Scriptaweb, Napoli 2008, pp. 209- 237.
25 G. Tumiati, Prigionieri nel Texas cit., pp. 164-165.
26 A. Angerilli, Hereford, Texas cit., p. 137.
27 A. Boscolo, Fame in America cit., p. 159.
28 Sembra che sia stato un veneziano ad avere questa trovata, il tenente Foscari. A. Angerilli, Hereford, Texas cit.,
p. 137.

