Page 520 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo I
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520                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm


                  Quando scesero dal treno, quei volti più in alto sembrarono di amici ritrovati ed il riso un
                  compatimento senza ferocia. Anche la salita della biscaglina apparve più agevole. Il punto
                  estremo sarebbe sembrato anche più irraggiungibile senza quelle risatine ammiccanti.
                  Stefano ce la fece infine, preso al volo da uno di quegli amici-nemici e fatto salire sulla
                  plancia, prima che precipitasse giù la zattera che li aveva accostati alla nave alla fonda.
                  L’America si faceva conoscere subito con quell’abbraccio anonimo .
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              Il tenente Grancini, dopo essersi soffermato sull’aspetto ludico di quell’esperienza,
           caratterizzata da continue partite a ping-pong e a scacchi, rievoca con soddisfazione il
           momento del pasto:

                  Ogni giorno una baracca preparava il pranzo. Un giorno tagliatelle e un altro giorno
                  gnocchi di patate. Gli ingredienti erano a volontà. Le tagliatelle si facevano con 200 uova
                  […]. Non ho mai mangiato polli e tacchini così buoni .
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              La situazione di Grancini migliorò ulteriormente, come lui stesso racconta, quando,
           nell’ottobre del 1944, fu trasferito, insieme ad altri compagni, a Rock-Island nell’Illinois
           (un’isoletta sul Mississipi lunga 5 Km), dove le autorità americane necessitavano qui di
           due ingegneri e due chimici per un arsenale di cannoni. Fu alloggiato in una villetta a
           due piani nella zona centrale dell’isola ed impiegato in un ufficio tecnico che studiava
           modifiche per i cannoni. Grancini scrive che stava molto bene e che, oltre agli spaghetti,
           mangiava carne di maiale e uova .
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              La memorialistica relativa al campo di Hereford, e quindi di parte anti-collaborazionista,
           è completamente diversa e merita una certa attenzione in quanto ricostruisce in modo
           dettagliato il periodo della discriminazione subita dai prigionieri non cooperatori. Ecco
           le caratteristiche generali del campo, all’atto della sua fondazione:

                  Hereford, un paese del Texas con 2 300 abitanti, fu prescelto nella metà del 1942 quale
                  luogo per ospitare un campo che avrebbe potuto contenere il doppio del numero degli
                  abitanti. Circondato nella sua interezza da due recinti, di cui quello interno percorso da
                  corrente elettrica, con una sorta di terra di nessuno tra i due, nella quale i prigionieri che
                  vi fossero addentrati correvano il rischio di essere uccisi dalle sentinelle, il campo era
                  composto da quattro settori […]. I quattro settori, circondati da barriere di filo spinato,
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                  distavano l’uno dall’altro circa dieci metri .
              Per estensione era il secondo campo nel Texas, dopo quello di Mexia, con 165 acri di
           terreno, corrispondenti a 66 ettari . Ogni baracca era larga 20 piedi, e cioè 6,16 metri,
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           e lunga 100 piedi, cioè 30, 80 metri, e misurava complessivamente 190 metri quadri .
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           18  A. Romagnino, Diario americano cit., p. 90
           19  F. Grancini, I polli erano del 1917 cit., p. 188.
           20  Ibidem.
           21  F. Conti, I prigionieri di guerra italiani 1940-1945, Il Mulino, Bologna, 1986, pp. 214-215. Conti aggiunge che
              mentre i primi tre settori erano costituiti da baracche, il quarto aveva invece degli appartamenti, destinati agli
              ufficiali: i tenenti vi alloggiavano in quattro, i capitani in due, e i maggiori da soli.
           22  Rimando al lavoro di A. Angerilli, Hereford, Texas cit., p. 81.
           23  Ibidem.
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