Page 537 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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          maggiore. Questo fatto è un primo elemento che fa del percorso biografico di Raimondo
          Luraghi  qualche cosa di esemplare,  di corrispondente  al  carattere  di quell’epoca,  di
          quegli anni. Vorrei ricordare l’importante punto di riferimento che costituirono molti di
          questi ufficiali e sottufficiali, i quali furono protagonisti e comandanti di partigiani nella
          lotta di liberazione, e vorrei ricordare come anche le scelte politiche che vennero fatte da
          Raimondo Luraghi, e che lui stesso racconta in modo piano ed oggettivo senza alcun
          compiacimento  o indulgenza  autocelebrativa,  passano attraverso  quelle  che  furono
          obiettivamente, in quegli anni, le scelte di moltissimi giovani che uscivano da questa
          tragedia, e che si rivolgevano sulla scena politica a quelle forze che sembravano ai loro
          occhi le più determinate a garantire una svolta in un senso di progresso e modernità, che
          essi avevano auspicato, consapevoli che non era certamente sufficiente avere cancellato
          l’onta e l’orrore dell’occupazione nazista e della sottomissione dei collaborazionisti
          fascisti,  che non si poteva  tornare all’Italia  di prima  del fascismo, con tutte  le sue
          contraddizioni, le sue debolezze, le sue storture. Ed ecco allora che queste scelte anche
          politiche  sono quelle  passate  attraverso  l’impegno  giornalistico:  con  piacere  prima
          vedevo qui  Alberto Sinigaglia,  che rappresenta l’Ordine dei Giornalisti, ricordare
          giustamente come la figura di Raimondo Luraghi sia quella di un uomo che è stato un
          ufficiale,  è  stato  un  combattente  della  guerra  di  Liberazione,  è  stato  un  giornalista
          impegnato, ha militato in una formazione politica importate – almeno sul piano elettorale
          – quale era il Partito Comunista in Italia, se ne era allontanato nel momento in cui aveva
          inteso che questa non corrispondeva assolutamente alle sue aspettative, dedicandosi poi
          all’insegnamento. Vorrei ricordare  anche  qui, prima  dell’insegnamento  universitario,
          l’insegnamento nelle scuole superiori e nei licei: c’è in questo percorso biografico di
          Luraghi una sintesi, come ho detto all’inizio, di quelle figure, di quell’Italia civile che
          percorre  con dignità  e consapevolezza  il  suo ruolo e lo fa a proprio agio,  perché
          corrisponde in questo suo ruolo ad una costellazione  di valori morali che non lo
          abbandonano mai. Ed è questo, forse, che ha permesso ad una figura come Raimondo
          Luraghi – il quale, naturalmente, come tutte le personalità impegnate sul piano politico-
          culturale, ha tenuto posizioni che possono essere più o meno condivise – di darci la
          sicura percezione che avesse sempre tenuto posizioni di grande onestà intellettuale, ed è
          questa forse una delle lezioni di maggior valore, oltre a quelle propriamente culturali-
          scientifiche, che ci ha lasciato Raimondo Luraghi. Richiamandomi a questo suo ruolo e
          a  ciò  che  esso  ha  rappresentato,  mi  associo  volentieri  e  mi  auguro  che  la  figura  di
          Raimondo  Luraghi  possa essere ricordata  non solo adesso, ma  anche  la  prossima
          settimana alla Fondazione Einaudi, come ho ricordato prima, ed in molte altre occasioni,
          perché di figure di questo genere abbiamo sicuramente, in Italia oggi più che mai, un
          grandissimo bisogno.
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