Page 535 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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ActA
Prof. marco BRUNAZZI
oglio innanzitutto esprimere la gratitudine dell’Istituto di studi storici Salvemini e
V anche del suo Presidente, Professor Valerio Castronovo, per l’opportunità che ci è
stata offerta dal XXXIX Congresso della Commissione Internazionale di Storia Militare
di poter aggiungere la nostra voce nel corso di questa giornata dedicata al ricordo di Rai-
mondo Luraghi. La gratitudine per questo fatto dipende dal ruolo che ha avuto in questi
anni Raimondo Luraghi in relazione all’istituto Salvemini, non solo come membro del
Comitato Scientifico dell’Istituto stesso, ma anche come sollecito consulente e generoso
collaboratore che ha seguito l’attività dell’Istituto nella sua interezza; per la sua attività
di ricerca scientifica; per la promozione culturale e l’attività editoriale svolta per molti
anni. Questo suo attaccamento è culminato proprio nella decisione, sentendo non lonta-
na la fine, di lasciare la sua straordinaria e cospicua biblioteca suddivisa tra le due isti-
tuzioni culturali torinesi, alle quali evidentemente aveva ritenuto di doversi indirizzare:
la fondazione Einaudi di Torino e l’Istituto di studi storici Salvemini. Infatti, come è
stato già ricordato, proprio presso la fondazione Einaudi si terrà, la prossima settimana,
la presentazione di una nuova edizione postuma del libro che è stato prima menzionato.
Questo doveroso richiamo mi permette solo di aggiungere alcune altre brevissime
note, oltre a quelle che fino a questo momento abbiamo sentito e che hanno toccato in
modo estremamente approfondito la multiforme attività culturale e scientifica di
Raimondo Luraghi. Se guardiamo alla sua biografia, ci rendiamo conto che,
effettivamente, ci sono delle epoche della storia nelle quali il percorso biografico di
alcune individualità sembra riassumere, in taluni casi al meglio, quelle che sono state le
caratteristiche del tempo: voglio dire, cioè, che se noi scorriamo queste interessantissime
sintesi biografiche che Raimondo Luraghi aveva predisposto e redatto per accompagnare
le sue memorie – che non era tuttavia riuscito a terminare e che sono state poi gentilmente
concesse dal figlio, Prof. Nino Luraghi – ci accorgiamo della presenza di elementi che
richiamano immediatamente il profilo di alcune personalità, che nella storia italiana del
Novecento hanno delineato quello che potremmo definire, e che è stato definito in
particolare da Norberto Bobbio, come rappresentativo di quell’Italia civile. Civile
proprio nel senso di depositaria di una consapevolezza, di un ruolo morale che, nelle
varie vicende che nella vita personale ma anche collettiva si venivano ad affrontare, essi
erano portati a testimoniare. Voglio significare che, ripercorrendo questa sua biografia,
noi incontriamo non soltanto le vicende drammatiche e tragiche che hanno caratterizzato
la storia italiana tra le due guerre mondiali – poi in modo drammatico anche dopo la
Seconda Guerra Mondiale – ma vediamo alcuni elementi che hanno costituito quello che
Piero Gobetti lamentava come largamente assente nella storia e nella coscienza collettiva
del Paese: la fibra morale. Tutti sono consapevoli, ad esempio, che lo si deve proprio a
figure di questo tipo se la Resistenza italiana è stata un movimento che non solo ha
caratterizzato in modo sorprendente, rispetto a quello che era stato fino ad allora, i
precedenti della storia nazionale, ma poté influire in modo decisivo per dare un assetto
democratico, e vorrei aggiungere anche civilmente moderno, al Paese rinato dopo la

