Page 534 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
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1174 XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
Nelle sue conclusioni sosteneva che vi è “il bisogno (e l’Università ha bisogno di
ciò) della collaborazione con il mondo delle forze armate…… Si deve arrivare ad una
collaborazione diretta, diuturna, regolare e molteplice così come essa esiste fra le facoltà
universitarie di medicina e di chirurgia e i grandi ospedali. Questo è l’obiettivo, il grande,
ambizioso obiettivo che oggi io voglio proporre qui di fronte a un così eletto consesso.
Bisogna che i migliori, più eletti scienziati dell’Università lavorino e collaborino con
coloro che vivono nelle Forze Armate o vi hanno vissuto, … Insieme allora si potrà
lavorare per i due grandi fini: migliorare la conoscenza, chiarire i problemi. E poiché
poco fa mi è occorso il paragone che feci della collaborazione fra Università e istituzioni
ospedaliere, collaborazione che ha il fine di far progredire la scienza per la tutela della
salute e della vita umana, vorrei ricordare che questa collaborazione che io auspico tra
gli studiosi dell’Università e quelli delle Forze Armate ha un fine non meno grande, non
meno nobile: migliorare la conoscenza per la salvaguardia della pace”.
Credo sia stato, quindi, giusto organizzare la sua prima commemorazione a Roma
lo scorso 6 febbraio presso il CASD, il Centro Alti Studi sulla Difesa, perché questa
sede simboleggia quello che Luraghi auspicava trenta anni fa e che è un obiettivo
che ancora ci deve vedere impegnati: la collaborazione fra studiosi civili e militari. E
sono altrettanto contento per l’odierna iniziativa nella sua Torino e proprio durante il
Congresso Internazionale di Storia Militare che qui torna per la seconda volta. Quello
del 1992 (per la prima volta in Italia) vide Luraghi fra i suoi promotori. Il Congresso fu
dedicato per sua iniziativa al tema che gli era più caro “La scoperta del Nuovo Mondo
ed il suo influsso sulla storia militare” e, grazie a lui, ho avuto il privilegio di curarne gli
Atti insieme al comandante Paolo Alberini.
All’inizio degli Anni Novanta, dopo un decennio di collaborazione, ho deciso di
intraprendere un altro percorso e anche in quest’occasione ho visto confermata la sua
generosità perchè mi ha incoraggiato, pur nella consapevolezza che le nostre strade
si sarebbero separate sul piano professionale. Ma non si sono certamente separate su
quello personale: così in tutti questi anni ho continuato a rimanere in contatto con lui
e lui, sempre lucido, ha continuato ad interessarsi alla mia attività e alla mia famiglia.
Quando mi guardo indietro, penso di essere stato molto fortunato, al di là dell’impegno
che ho sempre messo nel mio lavoro. E una delle mie più grandi fortune è stata quella di
aver avuto come Maestro Raimondo Luraghi.

