Page 530 - Le Operazioni Interforze e Multinazionali nella Storia Militare - ACTA Tomo II
P. 530

1170                                XXXIX Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           tenaglia operativa: ad ovest il gruppo di armate affidato al conterraneo Sherman avrebbe
           puntato su Atlanta, ad est lui stesso avrebbe attaccato Lee in Virginia. Ne conseguì,
           come noto, il successo finale, anche se non fulmineo. E solo allora Grant si mostrò
           generoso nel dettare i termini di resa. Come Lincoln aveva una visione politica della
           guerra e avrebbe desiderato una nuova Unione su basi fraterne.
              Anche William Tecumseh Sherman era dell’Ohio. Luraghi lo chiama “Nemesi del
           Sud”, ed era uno che aveva capito tutto, come dimostra quanto scrisse nella primavera
           1861 a un amico della Virginia, spiegando gli errori dei confederati e anticipando la loro
           certa disfatta finale. Di Grant condivideva la visione strategica e la necessità della guerra
           totale, che considerava non solo strumento per vincere, ma anche per punire. La marcia
           su Atlanta del suo gruppo di armate non condusse solo alla caduta della città, ma anche
           al suo incendio e alla cacciata della popolazione. Si volse poi verso l’Atlantico attraverso
           la  Georgia,  saccheggiando  per rifornirsi  le  risorse locali  e seminando  la  distruzione
           dietro di sé. A dicembre era a Savannah, a gennaio invase da mezzogiorno le Caroline
           e in marzo costrinse a ripiegare le ultime forze del Sud che il generale Johnstone aveva
           raccolto. Morto Lincoln, su ordine del segretario alla guerra Stanton, chiese la resa senza
           condizioni, che Johnstone firmò il 26 aprile.
              In realtà il Sud aveva perduto la guerra molto prima, nei primi giorni del luglio
           1863, quando al pesante scacco di Gettysburg era seguita la caduta di Vicksburg. Da 150
           anni si discute quale dei due episodi sia stato decisivo. Poiché la caduta della fortezza
           fluviale portò alla separazione in due del territorio sudista, molti autori ritengono che gli
           avvenimenti del Mississippi abbiano segnato il principio della fine per la Confederazione.
           Luraghi è più cauto, e pur convenendo che la perdita di Vicksburg fu, insieme al blocco
           navale, “il nodo cruciale che veramente strangolò il Sud”, afferma che entrambi gli
           episodi, presi insieme e non separatamente, furono decisivi.
              Alcune “Riflessioni su Lincoln” chiudono il libro. Egli fu, per l’Autore, il più grande
           presidente degli Stati Uniti: nato nel Kentuchy, uno Stato di schiavi, Abraham Lincoln
           era stato portato giovanissimo nell’Illinois,  dove si era formato. Suo fondamentale
           obiettivo era la salvezza dell’Unione, non la difesa o la distruzione della schiavitù. In
           guerra scelse bene i quadri, comprese l’importanza dei fronti dell’Ovest e valorizzò
           sulle  coste  nemiche  e  sui  fiumi  la  grande  superiorità  della  flotta  unionista.  Rieletto
           nel novembre 1864, dopo le grandi vittorie sui fronti occidentali e centrali, il 4 marzo
           1865 rivolse al popolo un indirizzo, nel quale ricordava che entrambe le parti in lotta
           “leggevano la stessa Bibbia, adoravano lo stesso Dio” e che quindi occorreva guardare
           oltre l’inimicizia e la guerra “per sanare le ferite della nazione, per assistere colui che ha
           sostenuto la battaglia, la sua vedova, i suoi orfani”. Propose al governo, che lo respinse,
           un intervento finanziario importante in favore del Sud, ma i repubblicani radicali erano
           del  tutto  contrari  alla  visione  evangelica  del  presidente,  che  avrebbe  voluto  verso  i
           meridionali un atteggiamento ispirato alla parabola del figliol prodigo. Ma il 14 aprile
           1865 l’attore John Wilkes Booth, fanatico sudista, lo uccise in un teatro di Washington,
           e con lui perirono i suoi intendimenti umanitari di riconciliazione e mitezza.
   525   526   527   528   529   530   531   532   533   534   535