Page 250 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
P. 250

LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      250


          fatti, “necessari”) che in generale la società del tempo, moralisticamente, addebitava
          sia a loro e sia alle loro ben più numerose “colleghe” dedite al meretricio “vagante” e
          occasionale. Nè le une nè le altre avrebbero potuto aspirare a riconoscimenti di sorta,
          magari come anomale “ausiliarie” partecipi tuttavia dello sforzo bellico, del tipo che
          più tardi, per altre guerre e per tutt’ altri contesti, avrebbe dettato pagine intriganti a
          scrittori di rango come Mario Vargas Llosa  e, da noi, a un brillante uomo di cinema
                                                  140
          come Ugo Pirro autore di un istruttivo romanzo autobiografico – “Le soldatesse” - su
          alcuni aspetti prostituzionalie militari legati al mito del “bravo italiano” nella Grecia
          occupata dalle truppe dell’Asse durante il secondo conflitto mondiale  ovverosia
                                                                             141
          nella rievocazione in chiaroscuro della nostra “Armata s’Agapò”già resa famosa dalle
          vicissitudini giiudiziarie di Renzo Renzi e di Guido Aristarco e, molto più tardi, anche
          da un film di grande successo di Gabriele Salvatores. Ancora per restare in campo
          cinematografico, in quel vero capolavoro che fu nel 1959 “La Grande Guerra”, vin-
          citore a Venezia del “Leon d’Oro” un anno dopo l’abolizione delle “case chiuse” per
          merito di Lina Merlin, Mario Monicelli avrebbe riservato invece un posto di riguardo,
          illuminato dalla magnifica interpretazione di Silvana Mangano, alla “libera prostituta”
          Costantina, segno che i tempi, a quarant’anni dalla fine del primo conflitto mondiale,
          erano cambiati. Ma tra il 1915 e il 1918, nel clima mediamente repressivo e autoritario
          generato dalle circostanze belliche di allora in un paese così cattolico come l’Italia,
          creavano enorme scandalo, ha ben rilevato Matteo Ermacora , le “condotte censura-
                                                                  142
          bili” delle prostitute, bollate a priori come donne “scomode e spesso oggetto di cinico
          scherno o di indignazione morale da parte di ufficiali, soldati, giudici e parroci”. Non
          per accondiscendere a pulsioni anticlericali che sarebbero indebite e del tutto fuori
          luogo, ma solo per commemorare anche qui, ormai prossimi al centenario del nostro
          secondo anno di guerra, l’avvio della “Strafexpedition” vittoriosamente poi contenuta
          dall’esercito italiano sugli Altipiani, gioverà ricordare che alla metà di maggio del 1916
          essa fu inaugurata dalle prime bombe lanciate su Asiago dalle postazioni austrounga-
          riche di Calceranica , sicchè potremmo aggiungere alla lista anche un prelato tra i più
                            143


          140 Si vedano di Vargas Llosa i due romanzi Pantaleón y las visitadoras (del 1973, tradotto con lo stesso
             titolo Pantaleon e le visitatrici, Torino Einaudi 2007 (1^ ed. italiana Milano 1987 ) e Idem, A guerra do
             fin do mundo (del 1981, tr. it. La guerra della fine del mondo, Torino, Einaudi 1992 e 2008),
          141 U. Pirro, Le soldatesse,. Con una nota di Andrea Camilleri, Palermo, Sellerio editore, 2000 (1^ ed. Milano 1956).
          142 Ermacora, Le donne internate in Italia, cit.
          143 L.Girotto, “Lange Georg” Il lungo Giorgio. Storia e mitologia di un’artiglieria navale “da montagna”, Comune
             di Calceranica (Rossato Editore), 2009.







   II-sessione.indd   250                                                               05/05/16   10:32
   245   246   247   248   249   250   251   252   253   254   255